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Attualità | 24 maggio 2020, 08:33

Ricoveri Covid in forte calo: al "San Lazzaro" di Alba ancora 28 pazienti, una sola persona in Rianimazione (INTERVISTA)

Ridotta anche l’attività del reparto "polmone" di Verduno, passato da 55 a 30 degenti, e rientrata l'emergenza nelle case di riposo. La situazione sul territorio dell’Asl Cn2 dalla voce del direttore generale Massimo Veglio.

L'ospedale San Lazzaro di Alba

L'ospedale San Lazzaro di Alba

Nel momento più critico dell’emergenza l’Asl Cn2 era quasi giunta a esaurire il centinaio di posti-letto allestiti in tempi record presso un ospedale "San Lazzaro" in buona parte prestato ai pazienti Covid. Negli stessi giorni, il reparto attivato il 30 marzo presso il nuovo ospedale di Verduno come polmone destinato ad accogliere da tutto il Piemonte pazienti nella fase post acuta della malattia era giunto a ospitare fino a 55 pazienti.
Ora, nelle due strutture, la presenza di pazienti Covid si è ridotta al 30% di quella disponibilità complessiva, confermando anche per la zona di Langhe e Roero la positiva tendenza che anche in Piemonte sta finalmente caratterizzando l’andamento della malattia. Ne abbiamo parlato con il dottor Massimo Veglio, direttore generale dell’Asl Cn2.


Direttore, qual è la situazione e quali sono in questo momento i numeri dei ricoveri nelle strutture dell’Asl Cn2?
"Rispetto al picco dell’emergenza possiamo parlare di netto miglioramento. Ad oggi (venerdì 22 maggio, ndr) abbiamo 30 pazienti a Verduno e 28 ad Alba. Siamo nettamente scesi sia da una parte che dall’altra. Ultimamente gli ingressi sono stati pochi e fortunatamente aumentano i guariti, anche se ci vuole del tempo. Sempre ad oggi mi risulta un solo paziente in rianimazione. Si è attenuata la gravità dei casi, i ricoverati non sono acuti come prima. Oggi parliamo di persone, molto spesso pluripatologiche, che hanno delle lunghe degenze".


In diversi ospedali piemontesi è intanto iniziato il ricorso alla plasmaterapia. E’ avvenuto anche al San Lazzaro?
"In regione un numero limitato di strutture è abilitato alla raccolta del plasma, e Alba non rientra tra queste. Qualora le indicazioni terapeutiche lo richiedessero questa terapia si potrebbe certamente utilizzare anche per i nostri pazienti. Semplicemente non è dato ancora il caso".


E l’emergenza nelle case di riposo?
"Anche qui si può parlare di un progressivo miglioramento della situazione, esattamente come negli ospedali. Abbiamo affrontato un momento molto critico, nel quale si sono registrati diversi decessi, ma che ora può dirsi superato. Ora fortunatamente si iniziano a contare le guarigioni tra gli ospiti e stanno guarendo anche gli operatori, il personale deputato alla cura, per cui si può dire che questo contesto si va stabilizzando anche dal punto di vista assistenziale".


Nelle Rsa è ancora operativo personale Asl?
"Quello inviato nelle residenza è stato personale infermieristico contrattualizzato appositamente per rinforzare le nostre fila nel momento dell’emergenza. Al momento parliamo ancora di poche unità, contro la ventina di persone cui siamo ricorsi nella fase più critica".   


Al San Lazzaro è quindi vicino un ritorno alla normalità.
"Sarà un processo molto graduale. Abbiamo aperto un’’area grigia’, perché non sempre è possibile distinguere facilmente un caso Covid da un caso non Covid. Per il resto le ordinarie attività ospedaliere non si sono mai fermate, anche se abbiamo dovuto congelare ciò che era possibile rinviare per limitarci alle urgenze, che sono sempre state assicurate, come a una serie di attività quali quelle chirurgiche e oncologiche, la dialisi… . Da qualche giorno abbiamo ripreso a fare un po’ di attività ordinaria programmata, anche se è molto difficile, ovviamente. E’ vero che i pazienti Covid sono di molto ridotti, ma si tratta comunque di una presenza che interferisce molto sui percorsi. Una persona in rianimazione impegna i due blocchi operatori che avevamo dedicato alle terapie intensive. Poi c’è il tema del distanziamento sociale, per cui dobbiamo garantire gli opportuni spazi di separazione nelle sale d’aspetto degli ambulatori, effettuare le sanificazioni di tutti gli spazi. Abbiamo riaperto al pubblico il laboratorio analisi, ma anche qui c’è l’esigenza del distanziamento, per cui l’attività è ridotta. Gradualmente riprenderemo, bisognerà probabilmente abituarsi a organizzare ed erogare i servizi in orari più ampi di quelli che conoscevamo".


Come procede l’allestimento di Verduno?
"Secondo i programmi. In quella che è divenuta la Medicina dell’Asl Cn2 oggi abbiamo 36 pazienti ricoverati, rispetto ai 19 del primo trasferimento da Bra, mentre sono partite le attività già annunciate. Per il resto procediamo con gli allestimenti nelle varie aree dell’ospedale, nella prospettiva di concludere il trasloco entro luglio, come annunciato. Non escludo che, se i Vigili del Fuoco riusciranno a compiere entro breve i previsti sopralluoghi nelle altre parti dell’ospedale, si possano programmare altri piccoli trasferimenti. Per ora proseguiamo con gli ultimi allestimenti secondo la programmazione prevista".


Un’indicazione per la "fase 2"?
"Il messaggio da continuare a dare è quello di essere prudenti e rispettare le regole. Le raccomandazioni sono sempre le solite: utilizzare la mascherine, rispettare il distanziamento, lavarsi spesso le mani. Ora è possibile vedere gli amici, non fare feste. Se tutti insieme rispettiamo le regole eviteremo una ripresa della malattia".

Ezio Massucco

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