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Attualità | 22 maggio 2020, 07:45

Covid-19 nelle carceri piemontesi, Bruno Mellano: "Bene i test sierologici sul personale, ma la lotta al virus non è ancora vinta"

Mellano auspica una sempre più stretta collaborazione tra Regione e sistema-carcere: “Il virus non fa distinzione fra detenuti e personale: insistere con la prevenzione”

Foto generica

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La Regione Piemonte ha annunciato il via ai test sierologici sugli agenti delle forze dell’ordine: l’iniziativa coinvolgerà complessivamente circa 20 mila persone su base volontaria. Sarà eseguito nelle prossime settimane ed è mirato alla ricerca degli anticorpi IgG, indicativi del possibile contatto con il virus. Chi risulterà positivo, verrà sottoposto al test molecolare (tampone) per la formulazione della diagnosi di positività o negatività al Covid19.

Del totale complessivo, sono oltre  2600 i test previsti per il personale di polizia penitenziaria (in tutto gli agenti di Polizia penitenziaria in Piemonte sono circa 3000, ma una parte hanno già avuto il tampone in occasione dei contagi registrati o delle scelte delle singole ASL competenti). Inoltre circa 200 saranno i test disponibili per il personale civile in servizio nelle carceri piemontesi (circa 500 operatori in tutto, in minima parte hanno avuto la possibilità di effettuare il tampone, ad esempio a Saluzzo e Fossano).

Inoltre si sta definendo, anche su suggerimento del Coordinamento dei Garanti delle persone detenute, una collaborazione dell’Amministrazione penitenziaria con l’organizzazione internazionale “Medici senza Frontiere”, in particolare sul fronte della verifica delle procedure, della formazione del personale penitenziario e della prevenzione. Sicuramente verranno coinvolti in questa iniziativa le carceri di Torino e Saluzzo. 

Bruno Mellano, Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale del Piemonte, ha espresso soddisfazione: “Consideriamo molto positiva la presa di posizione della Giunta Regionale in merito ai controlli sanitari sul personale impegnato sul caldo fronte delle carceri piemontesi: come più volte chiesto dai sindacati di polizia penitenziaria e dai garanti dei detenuti attivi a livello territoriale, solo con una continua attività di monitoraggio si potrà compiere un salto di qualità nella lotta al COVID-19”.

Mellano ha auspicato anche il rafforzamento e la valorizzazione del rapporto di collaborazione tra Regione Piemonte e Amministrazione penitenziaria: “I rischi di contagio COVID-19 insiti nella vita quotidiana di strutture chiuse sono purtroppo sotto gli occhi di tutti: solo con una continua e proficua interlocuzione tra Amministrazione penitenziaria e autorità sanitarie, in capo alla Regione, si potrà registrare un vantaggio strategico nella lotta al coronavirus. L’annunciata campagna di test sierologico non deve tuttavia far abbassare la guardia: la battaglia contro il virus nelle carceri non è vinta: assieme al monitoraggio, è necessario insistere con un preciso e rigoroso rispetto delle misure di prevenzione e degli equipaggiamenti da parte di chi entra ed esce dagli istituti penitenziari, con un’adeguata fornitura di guanti, mascherine per i detenuti e i parenti in visita” – ha concluso Mellano, impegnato assieme ai Garanti comunali nel monitoraggio della situazione piemontese, in stretto collegamento col Garante nazionale.

comunicato stampa

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