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Agricoltura | 19 maggio 2020, 07:30

Birrifici artigianali: nonostante la crisi Covid-19 devono continuare a pagare le accise su quanto prodotto e non sul venduto (FOTO)

E’ una situazione che esiste da sempre per chi è sotto i 10 mila ettolitri lavorati in un anno. Ma l’emergenza coronavirus ha aumentato il problema, in quanto i magazzini delle aziende sono pieni e manca la liquidità economica. Ne abbiamo parlato con Lelio Bottero, proprietario, con la moglie Lorella e la figlia Paola, della Birra e Bevande Magiche (BBM) di Carrù

Lelio Bottero con alcuni fusti e contenitori in cartone di birra stoccati nel magazzino

Lelio Bottero con alcuni fusti e contenitori in cartone di birra stoccati nel magazzino

Poco oltre la frazione di San Giovanni prima di raggiungere, arrivando da Cuneo, il centro abitato di Carrù c’è l’azienda Birra e Bevande Magiche (BBM): birrificio artigianale gestito da Lelio Bottero, la moglie Lorella e la figlia Paola. Nel capannone di via Langhe, 63, dal 2017 producono gazzose, chinotti, ma soprattutto birre di originale qualità. Capaci di regalare emozioni gustative impagabili. Sorso dopo sorso.  

Le tipologie “sfornate”, con i marchi Giratempo e Birra Carrù, sono una dozzina tra bionde, scure, rosse, ambrate e bianche. In confezioni da 33 e 75 centilitri e in fusti da 20 litri. Nel 2018 la BBM ha messo in commercio 800 ettolitri di birra; nel 2019, 1.200. Quest’anno, con l’emergenza coronavirus, le previsioni sono drammatiche.

“Se va bene - dice Bottero - e ci sarà una ripartenza arriveremo a 500 ettolitri. Al momento siamo al 5% del fatturato rispetto allo stesso periodo del 2019. Abbiamo fornito quel poco ai rivenditori che hanno fatto la consegna a domicilio. I nostri clienti maggiori sono i negozi, ma in particolare i bar, i ristoranti e gli organizzatori di manifestazioni. I bar e i ristoranti sono stati chiusi per un paio di mesi e, adesso, anche se possono aprire, hanno ancora i magazzini pieni e poi, comunque, con tutte le restrizioni che devono rispettare, il consumo sarà ridotto per molto tempo. Le manifestazioni, al momento, sono sospese e quindi il mercato in questa direzione è totalmente fermo. L’azienda stava girando bene. Il virus ci ha massacrato dal punto di vista economico. Abbiamo bloccato la produzione perché i magazzini sono pieni”.

A questo si aggiunge un altro problema non di poco conto. Dal luglio 2019 i birrifici con una produzione annua inferiore ai 10 mila ettolitri hanno ottenuto dallo Stato, rispetto a quanti sono sopra a quel limite, una riduzione dell’accisa (imposta sulla fabbricazione dei prodotti petroliferi, i liquori e la birra, non il vino) del 40%. Ma, come peraltro accade da quanto è stata prevista la tassa, devono pagarla all’atto della produzione attraverso quanto scritto sugli appositi registri. Chi invece ha una produzione superiore versa l’imposta quando fattura la vendita della bevanda a base di malto d’orzo.

“Pur con la riduzione dell’accisa - sottolinea Bottero - avvenuta dopo una lunga trattativa con lo Stato, non è giusto perché le aziende piccole continuano a essere penalizzate. Noi in questi mesi, in sostanza, abbiamo dovuto pagare per lavorare. In tempi normali, anche se il versamento in anticipo della tassa non ci aiuta, se vendi hai la liquidità per fare il tuo giro. Con il coronavirus ci sono stati incassi da nemmeno prendere in considerazione e che non hanno coperto quanto abbiamo versato sulla quantità di birra prodotta. In ogni caso, ricominciando a vendere non potremo chiedere ai clienti di pagare subito perché anche loro hanno i nostri problemi di denaro disponibile nell’immediato. Che, invece, è quanto serve per far girare bene un’attività in quanto le spese ci sono sempre. E gli aiuti dello Stato di queste settimane non bastano a risolvere la situazione”.

Come vede la ripartenza e il futuro della sua azienda? “Speriamo di poterci riprendere in tempi rapidi, perché il nostro settore è comunque concatenato a tanti altri in sofferenza come il nostro. Il 2020 però sarà un anno molto difficile e il percorso non potrà che essere in salita”.

In Italia i birrifici artigianali sono un migliaio, in Piemonte 120.       

Sergio Peirone

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