Attualità - 17 maggio 2020, 18:35

Il 17 maggio riti religiosi ancora in streaming. Il 18 maggio fedeli di nuovo a Messa e ultima funzione del Papa in diretta tv

Commento del Vangelo della VI Domenica di Pasqua di don Carmelo Galeone, cappellano dell’Ospedale Santa Corona, a Pietra Ligure

Tutti a casa, uniti nella fede. Domenica 17 maggio la Chiesa giunge alla VI Domenica di Pasqua e le Messe saranno celebrate ancora in streaming. Il lento ritorno alla normalità della vita di fede si avrà a partire dal 18 maggio, una data che segna anche l’ultimo giorno della diretta della Messa mattutina di Papa Francesco. In memoria della nascita di Papa Wojtyla, la funzione sarà officiata nella cappella della tomba di San Giovanni Paolo II, nella Basilica Vaticana.

“Il Papa auspica che il Popolo di Dio possa così tornare alla familiarità comunitaria con il Signore nei sacramenti, partecipando alla liturgia domenicale, e riprendendo, anche nelle chiese, la frequentazione quotidiana del Signore e della sua Parola”, ha spiegato il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni.

Intanto, a comprendere meglio il senso delle Sacre Scritture di questa liturgia festiva, ci aiuta don Carmelo Galeone, cappellano dell’Ospedale Santa Corona di Pietra Ligure.

Dice Gesù: ‘Se mi amate, osserverete i miei comandamenti...’. In questa liturgia l’evangelista Giovanni introduce un tema fondamentale per la vita del cristiano: l’amore a Gesù. Non rimaniamoci male, ma non bastano le mezze preghiere biascicate prima di addormentarsi la sera, o la candela accesa davanti alla statua della Madonna dei Fiori. Non bastano le poche ore di catechismo delle classi elementari o la zia suora che ci mette una buona parola col ‘suo principale’.

Gesù ci prende sul serio, vuole essere amato, ci vuole discepoli maturi, liberi e appassionati… E come segno di questo amore ci chiede l’obbedienza ai suoi comandamenti. Non facciamoci prendere dal panico, ripensando ai comandamenti e a tutte le volte che ci hanno interrogato su di essi, ma facciamoci aiutare da essi, perché sono un’esperienza di libertà e di bellezza. Ci permettono di avere una bussola per orientarci e per mettere ordine nella vita, ci danno la possibilità di aderire a Lui e di conoscerlo sempre più personalmente ed intimamente.

L’amore a Gesù e l’osservanza dei suoi comandamenti sono due elementi inseparabili della vita cristiana. Se abbiamo un treno bellissimo e luccicante che sta pronto in stazione, ma nella locomotiva non c’è il carbone che arde, che succede? Il treno rimane fermo. Così è quando noi non abbiamo l’amore per Gesù nel cuore: possiamo fare innumerevoli cose buone, ma rimaniamo fermi. E se il nostro treno è pieno di carbone, ma davanti a sé mancano le rotaie? Niente, non si parte. Così è quando pretendiamo di amare Gesù senza ascoltare e osservare i suoi comandamenti.

Spesso mi capita di trovare persone che dicono di essere credenti e non praticanti. Io rispetto le loro scelte di vita, ma sinceramente rimango molto perplesso davanti a questa affermazione: come si può dire di credere senza praticare? Posso dire di correre stando fermo, di parlare in silenzio o di mangiare senza nulla nel piatto? Gesù è molto chiaro su questo punto: l’amore a Lui non si manifesta nel sentimentalismo o in scelte vagamente spirituali, ma nell’obbedienza ai suoi comandamenti.

Ci avviciniamo sempre più speditamente alla Pentecoste, non ci resta che invocare lo Spirito promesso dal Risorto e chiedere che il suo soffio susciti in noi la vera conversione. E, visto che nel nostro ultimo appuntamento eravamo all’inizio della Quaresima, di cuore auguro ancora buona Pasqua a tutti!”. (Silvia Gullino)


Foto: statua della Madonna dei Fiori, patrona di Bra

Silvia Gullino