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Agricoltura | 15 maggio 2020, 07:30

Riduzione del prezzo del latte alla stalla: ne abbiamo parlato con Confagricoltura e Cia-Agricoltori Italiani (FOTO)

Al Tavolo della filiera, convocato dall’assessore regionale, Marco Protopapa, lunedì 18 maggio, le due organizzazioni di categoria chiederanno che il percorso venga monitorato affinché non ci siamo speculazioni: altrimenti per gli allevatori la situazione diventa insostenibile

Un allevamento in provincia di Cuneo

Un allevamento in provincia di Cuneo

Il Piemonte ha 2.000 aziende agricole che producono 10 milioni di quintali di latte all’anno. In provincia di Cuneo ce ne sono 1.200 con un quantitativo munto di 6 milioni di quintali ogni dodici mesi. Il prezzo alla stalla, però, pagato da alcuni caseifici sta diminuendo vistosamente, attorno all’8%, anche per effetto del coronavirus che avrebbe causato il calo delle vendite. Adesso, nella maggior parte dei casi siamo fra 33 e 34 centesimi di euro al litro.

L’assessore regionale all’Agricoltura, Marco Protopapa, ha convocato, lunedì 18 maggio, un Tavolo con tutte le parti della filiera interessate al problema per cercare delle soluzioni.  

Dopo aver sentito Coldiretti (clicca qui) abbiamo domandato a Confagricoltura e Cia-Agricoltori Italiani cosa chiederanno durante l’incontro?  

Giampiero Degiovanni, presidente della sezione Latte di Confagricoltura Cuneo: “Il mercato non offre soddisfazioni e i prezzi sono in calo, come per tutti i comparti agricoli. Al Tavolo regionale chiederemo come mai alcuni caseifici hanno abbassato anche di 3 o 4 centesimi il prezzo. Il latte, infatti, in quanto materia prima deperibile non può essere stoccata, ma questo non può comportare minori introiti a danno dei produttori. Con l’emergenza coronavirus e il conseguente lockdown i tradizionali canali di consumo sono stati stravolti. Oggi è quasi totalmente scomparso il canale Horeca (servizi alberghieri e della ristorazione)  e le esportazioni sono fiacche, ma la domanda di prodotto da parte della Grande Distribuzione Organizzata (Gdo) e dei negozi di vicinato è notevolmente aumentata. In questo scenario ci sono realtà industriali che stanno lavorando con grande impegno per contrastare la crisi, altre che, dalla sera alla mattina, hanno inviato lettere agli allevatori imponendo abbassamenti di prezzo in maniera unilaterale. La Gdo, invece, trascura tutto ciò che avviene a monte della filiera produttiva. È una situazione che rischia di diventare insostenibile. Noi siamo aperti al confronto, ma è chiaro che non si possono accettare posizioni di chi non vuole condividere gli effetti della crisi: solo con una filiera unita e solidale potremo resistere alla crisi e ripartire più forti di prima”.  

Gabriele Carenini, presidente regionale Cia-Agricoltori Italiani, il quale parteciperà all’incontro del 18 maggio: “Rileviamo, in Piemonte, diversi prezzi da parte di alcuni caseifici, che hanno realizzato ingiustificate riduzioni dell’importo del latte pagato alla stalla: in percentuale tanto sensibile da mettere in ginocchio i nostri allevatori. L’accordo a seguito dell’emergenza economica conseguente il Covid-19 era di un patto di responsabilità tra gli attori della filiera che avrebbero dovuto garantire una stabilità dei prezzi. Ma questo non si è verificato da parte di tutti i soggetti coinvolti. Cia chiederà alla Regione di monitorare i prezzi e che gli allevatori, primo anello della filiera, non debbano scontare i problemi del comparto intero. Chiederemo che la Regione si faccia da garante e controlli la situazione con senso di responsabilità affinché non ci siano speculazioni, almeno fino a quando tutto sarà ripristinato nella sua normalità e riprenderanno le attività legate al sistema Horeca”.             

Sergio Peirone

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