L'Internazionale di Alessio Ghisolfi | 12 maggio 2020, 08:00

Finanziare il terrorismo pagando i riscatti. Il cittadino deve sempre rimetterci?

Finanziare il terrorismo pagando i riscatti. Il cittadino deve sempre rimetterci?

Una lungimirante inchiesta del New York Times evidenziava, in tempi non sospetti, come Al Qaeda si finanziasse per più della metà con fondi elargiti dai governi per risolvere i rapimenti.
La drammatica vicenda di James Foley, brillante giornalista americano assassinato, con decapitazione, dallo Stato Islamico tentò di insegnare all’Europa che sui rapimenti lo Stato non può trattare.
La famiglia ed il Governo statunitense ricevettero una richiesta di riscatto ma coraggiosamente si rifiutarono di pagare, mostrando una salda diplomacy con le politiche del Regno Unito. Puntare su intelligence ed attività di spionaggio dei servizi e liberare gli ostaggi ma non finanziare il terrorismo internazionale, che con il denaro dei rapimenti acquista armi, missili e finanzia attentati terroristici nelle metropoli, dall’europa agli Stati Uniti.
Al Qaeda avrebbe incassato almeno 160 milioni di dollari in cinque anni solo fino al 2015: Francia, Svizzera e Spagna tra i maggiori Paesi che riscattano con denaro, celato spesso sotto forma di aiuti umanitari, i propri concittadini. Una propaganda che finanzia il terrorismo internazionale.
Il mercato globale dei rapimenti è articolato ma ruota sempre attorno alle organizzazioni terroristiche e desta impressione il sospetto che lo stesso Qatar avrebbe pagato, lo scorso anno, un riscatto da un miliardo di dollari a una formazione paramilitare sciita vicina all’Iran per il rilascio di alcuni membri della famiglia reale rapiti in Iraq e ad Al Qaeda per la liberazione di una cinquantina di miliziani qatarioti catturati in Siria.
Lontane le valutazioni politiche del Viminale e di Cossiga e le logiche del Quirinale afferenti i rapimenti interni, si pensi ad Aldo Moro ed al ruolo del governo nelle cronache 1978: oggi il pagamento del riscatto è divenuto uno strumento di propaganda politica di molti governi e come sempre a rimetterci è il cittadino, se quel denaro versato provocherà la morte di tante persone in successivi attentati pianificati nell’occidente.
Che si piega alla logica del pagamento per pura propaganda politica.

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