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Politica | 08 maggio 2020, 07:33

Regione, FdI affida a Bongioanni una mission speciale: “Sii Kaimano fino in fondo”

L’ex direttore dell’Atl, che sognava di diventare assessore al Turismo, dovrà “marcare a uomo” il presidente Cirio e i partner di coalizione, Lega e Forza Italia. L’imperativo categorico è quello di rafforzare il partito e portarlo anche in Piemonte a percentuali a due cifre

Regione, FdI affida a Bongioanni una mission speciale: “Sii Kaimano fino in fondo”

Era prassi negli ordini monastici medioevali che il novizio che manifestasse attitudine allo studio, venisse destinato pro tempre a zappare la terra per rafforzarne la formazione. E viceversa.

Così è successo a Paolo Bongioanni che avrebbe voluto fare l’assessore regionale al Turismo e invece gli è toccato in sorte un incarico politico.

L’ex direttore dell’Atl di Cuneo, come già anticipato da Targatocn la scorsa settimana, è stato designato capogruppo di Fratelli d'Italia in Consiglio regionale al posto di Maurizio Marrone, divenuto assessore al posto di Roberto Rosso.

“È un ruolo di grande responsabilità – commenta Bongioanni - che cade nel momento più difficile della storia delle undici legislature della Regione Piemonte e quindi ogni scelta richiederà grande equilibrio, ma anche perché guiderò in Consiglio la terza forza politica italiana”.

Fratelli d’Italia conta quattro rappresentanti a Palazzo Lascaris, due assessori, Elena Chiorino e Maurizio Marrone, e due consiglieri, Paolo Bongioanni e Davide Nicco.

Quest’ultimo è subentrato in Consiglio dopo le dimissioni di Roberto Rosso, arrestato e travolto da un’indagine giudiziaria ancora in corso per sospetto voto di scambio con la ‘Ndrangheta.

Una pattuglia esigua, quella di FdI, ma iper rappresentata, come osservano con malcelata invidia i partner di coalizione, Lega e Forza Italia.

Per Bongioanni, i vertici cuneesi del suo partito speravano in un posto in Giunta, anche se lui stesso, da subito, aveva messo le mani avanti dicendo che avrebbe accettato soltanto se si fosse trattato di deleghe per le quali si sentiva vocato: Turismo, Sport o Montagna.

Il gioco d’incastro non è stato possibile perché la Lega non ha voluto prendere in considerazione un rimpasto più ampio che avrebbe comportato la messa in discussione dell’assessore Vittoria Poggio.

Bongioanni, per quanto inesperto della sfera più propriamente politica, si cala da subito nel ruolo con dichiarazioni che agli addetti ai lavori appaiono financo retoricamente esagerate.

“Ho riscontrato immediatamente – dice a dispetto del momento di alta tensione sia tra i partiti di centrodestra che tra questi e l’opposizione - una grande armonia con le forze di maggioranza e la possibilità di un dialogo costruttivo con i rappresentanti della minoranza. L'interlocuzione continua con il governatore Alberto Cirio permette di condividere tutta una serie di tematiche – aggiunge - che, se sapremo interpretarle, non potranno che essere la risposta che i piemontesi si attendono e meritano".

La mission che Giorgia Meloni, Guido Crosetto, Fabrizio Comba (segretario regionale) e William Casoni (segretario provinciale) hanno affidato all’ex direttore dell’Atl è quella di stare alle calcagna degli alleati.

I vertici di FdI non vogliono solo “marcare a uomo” Lega e Forza Italia, ma (ovviamente senza dichiararlo) spolparli nel modo più indolore possibile.

Per questa ragione nel consegnargli le chiavi del gruppo, i vertici del partito hanno affidato a Bongioanni una precisa consegna: "Sii Kaimano (appellativo che l’interessato usa sul suo profilo social) fino in fondo”.

La parola d’ordine è una sola, categorica e impegnativa, vincere!


GpT

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