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Attualità | 08 maggio 2020, 15:01

"Si riattivi il Cuneo-Torino delle 17.24 anche nei giorni feriali": l'appello del Comitato Gruppo Pendolari

"Tale decisione appare incomprensibile, oltre che dannosa, tenendo conto che invece si è scelto di mantenere il treno delle 16.12, che circola semivuoto anche nei periodi normali"

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Una "fase 2" che appare più come una falsa partenza, almeno per il Comitato del Gruppo Pendolari Cuneo-Torino che hanno scritto alla nostra redazione per segnalare una situazione di disservizio contestuale proprio alla ripresa delle attività avvenuta a partire da lunedì 4 maggio: la soppressione - nei giorni feriali - del treno Cuneo-Torino delle 17.24

"Quel treno è per ovvie ragioni quello maggiormente frequentato dai pendolari, non solo per l'orario di partenza ma anche perché è diretto - sottolineano gli scriventi - ; per comprenderne la rilevanza, basti pensare che anche in caso di sciopero rientra tra i treni garantiti ed è tanto importante quanto il RV 10213 delle 17,25 o il RV10215 delle 17,50 da Torino".

Per i pendolari è quindi necessario attendere il treno successivo, quello delle 18.12 con cambio a Fossano e carrozza proveniente da Ventimiglia, di per sé con tempi di percorrenza maggiori: "Oltretutto il secondo treno arriva molto spesso in ritardo a Fossano, prolungando ulteriormente il viaggio".

"Tale decisione appare incomprensibile, oltre che dannosa, tenendo conto che invece si è scelto di mantenere il treno delle 16.12, che circola semivuoto anche nei periodi normali, non essendo compatibile con gli orari lavorativi dei fruitori del servizio".

Sembra che lo stato delle cose rimarrà così almeno sino al 17 maggio; gli scriventi, però, confidano "nel fatto che Trenitalia voglia al più presto rimediare, ripristinando il treno soppresso, possibilmente per l'inizio della prossima settimana, consentendoci di limitare al massimo i disagi provocati da questa decisione. Sarebbe altresì importante il reintegro del REG 22965 delle 7,25 da Fossano che consentirebbe ai pendolari di arrivare entro le 8 ai rispettivi luoghi di lavoro".

redazione

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