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Agricoltura | 08 maggio 2020, 07:30

Le organizzazioni agricole Coldiretti, Confagricoltura e Cia dicono la loro sulla moria delle api segnalata da Aspromiele (FOTO)

Affermano: “Attraverso la consulenza dei tecnici, il nostro impegno è massimo per accompagnare le aziende con interventi il più possibile attenti alla tutela dell’ambiente. Il settore agricolo è direttamente interessato a fare la sua parte in questo percorso di salvaguardia delle api, anche attraverso i tanti apicoltori che sono impegnati ogni giorno per trovare fioriture utili alla produzione di miele. Il ruolo degli impollinatori è vitale, nonché necessario per l’equilibrio degli ecosistemi”

Api morte a causa del sospetto uso improprio di pesticidi: problema sollevato dall'Associazione Aspromiele che raccoglie oltre 3.000 operatori piemontesi del settore

Api morte a causa del sospetto uso improprio di pesticidi: problema sollevato dall'Associazione Aspromiele che raccoglie oltre 3.000 operatori piemontesi del settore

Nei giorni scorsi avevamo pubblicato su Targatocn la segnalazione-denuncia dei tecnici dell’Associazione Aspromiele sulla moria delle api per il sospetto uso improprio dei pesticidi in alcune aree del territorio piemontese (clicca qui).

Infatti, oltre ai problemi legati ai fenomeni climatici fuori stagione come le gelate e il freddo primaverile o la siccità estiva, i preziosi insetti, che contribuiscono alla salute delle persone e alla tutela dell’ambiente, tutti gli anni, in primavera, devono affrontare, in qualche caso, il sospetto uso improprio dei trattamenti con prodotti chimici di alcune colture agricole durante il periodo di piena fioritura.  

Nonostante ci siano le Leggi regionali 313 del 2004 e, soprattutto, la 1 del 2019 che vietino i trattamenti fitosanitari (pesticidi) sulle piante in fiore e con presenza di melata e obblighino allo sfalcio preventivo e alla rimozione della stessa massa vegetale, con fioriture spontanee, presente tra le file delle coltivazioni e ai bordi delle stesse.

Avevano detto i tecnici di Aspromiele, alla quale aderiscono oltre 3.000 operatori piemontesi del settore fra professionisti titolari di azienda e chi pratica l’attività a livello amatoriale:  “Da inizio aprile stiamo registrando da parte degli apicoltori una segnalazione dopo l’altra - oltre 40 in 3 settimane - in merito a spopolamenti negli alveari e morie anomale di api. Il problema è davvero grave e riguarda tutti. Oltre ai danni per le aziende del settore causate dalla perdita degli insetti e dalla mancata produzione di miele, c’è in gioco la salute dell’ambiente nella sua totalità: compresa quella di ognuno di noi. Si tratta anche di un segnale pericoloso che dimostra come alcune molecole chimiche, se utilizzate in modo non corretto, possano provocare lo scempio di insetti e non solo”.

L’Associazione Aspromiele si era anche impegnata a fornire il proprio contributo alla stesura di una circolare fatta pervenire dal Settore Fitosanitario della Regione a tutti gli operatori interessati per il corretto utilizzo dei prodotti fitosanitari in difesa di api e pronubi selvatici: questi ultimi, insetti che trasferiscono il polline da un fiore all’altro. Nel documento si legge tra l’altro: “Si invitano tutti gli operatori del settore agricolo, le ditte di manutenzione del verde e tutti i cittadini che curano piante ornamentali o coltivano piccoli appezzamenti di terreno a livello amatoriale, a rispettare rigorosamente quanto previsto dalla normativa regionale a tutela delle api e dei pronubi, nonché le indicazioni sempre presenti in etichetta dei prodotti fitosanitari. Pertanto va considerato con estrema attenzione il fatto che, come per l’impiego di insetticidi, anche in caso di trattamenti con diserbanti e fungicidi non si può operare in presenza di fiori e di melate. Nel caso di fioriture è fondamentale sfalciare, lasciare appassire e rimuovere la massa vegetale prima di procedere con la distribuzione del prodotto fitosanitario. Le disposizioni sono valide sia che si operi all’interno di appezzamenti coltivati, sia che vengano trattati bordi di strade, di ferrovie, ecc. Sono altresì valide nel caso di trattamenti di alberate cittadine se sono presenti melate: ad esempio dove ci sono esemplari di tiglio. I trattamenti vanno fatti da personale specializzato, evitando le ore centrali del giorno in cui le api sono in attività e operando in assenza di vento per contrastare i fenomeni di deriva al momento della distribuzione. Quando sopra è valido anche per gli hobbisti che operano su proprietà private”.  

COME VEDONO E RIESCONO A GESTIRE IL PROBLEMA IN PROVINCIA DI CUNEO LE ORGANIZZAZIONI AGRICOLE DELLA “GRANDA”?  

Roberto Moncalvo, delegato confederale di Coldiretti Cuneo: “L’azione impollinatrice svolta dalle api è essenziale all’equilibrio dell’agricoltura e al mantenimento della biodiversità. Pertanto, tutelare questi preziosi insetti è un obiettivo da perseguire senza se e senza ma. L’impegno di Coldiretti è massimo: mettiamo quotidianamente l’esperienza dei nostri tecnici al servizio dei produttori agricoli associati, con una consulenza che li assiste e li accompagna anche nelle corrette scelte fitoiatriche per prevenire e curare le malattie delle piante con modalità di intervento il più possibile attente all’ecosistema. Attraverso i nostri tecnici, lavoriamo a stretto contatto sia con il Settore Fitosanitario della Regione che con l’Associazione Aspromiele, con cui concordiamo sempre scelte sostenibili per l’ambiente a tutela delle api e, conseguentemente, della futura produzione. Con Aspromiele, inoltre, la collaborazione si estende ai monitoraggi sulle colture e agli aggiornamenti rivolti sia al personale tecnico che alle aziende agricole. Perché l’apicoltura, già alle prese con difficoltà strutturali legate ai cambiamenti climatici e a un territorio sempre più povero di colture utili alla produzione di polline e nettare, deve poter contare su un’agricoltura attenta ai delicati equilibri ambientali”.  

Roberto Abellonio, direttore di Confagricoltura Cuneo: “È un problema che purtroppo esiste e che, come Associazione di categoria, siamo impegnati a risolvere. Solo pochi giorni fa, ad esempio, abbiamo ricordato a tutti i nostri soci il protocollo di azioni che la Regione Piemonte ha individuato per l’uso corretto dei prodotti fitosanitari al fine di tutelare gli insetti pronubi. Invitando ancora una volta tutte le aziende a rispettare rigorosamente quanto previsto dalla normativa regionale e le indicazioni sempre presenti in etichetta dei prodotti fitosanitari. In aggiunta, facciamo appello affinché la ricerca e le aziende produttrici riescano ad individuare molecole sempre più mirate e sostenibili da punto di vista ambientale, così da preservare le api e garantirne la sopravvivenza. L’ape, infatti, è fondamentale perché con il suo lavoro rende possibile un terzo di quello che troviamo nel nostro piatto: direttamente e indirettamente. Anche i foraggi, che servono all’alimentazione degli animali, sono prodotti grazie all’impollinazione, così come fiori, frutta ed erbe hanno bisogno delle api. Si capisce, dunque, come il settore agricolo sia direttamente interessato a fare la sua parte in questo percorso di tutela delle api, anche attraverso i tanti apicoltori che sono impegnati ogni giorno per trovare fioriture utili alla produzione di miele”.  

Claudio Conterno e Igor Varrone, presidente e direttore di Cia-Agricoltori Italiani Cuneo: “La nostra Associazione, nei giorni prima della pandemia coronavirus, ha elaborato un protocollo, in collaborazione con Aspromiele, che formalizza un progetto sperimentale tra agricoltori e apicoltori per il monitoraggio e la tutela dell’ambiente. L’intervento avrà effetti concreti immediati per la valutazione dell’aria, del suolo e dello stato di salute della nostra agricoltura, attraverso la verifica del comportamento delle api collocate sotto forma di alcune famiglie nelle aziende agricole che aderiranno al progetto e che svolgeranno le analisi delle produzioni. Le stesse aziende si impegneranno ad escludere l’utilizzo di alcuni prodotti di sintesi, per verificare eventuali cambiamenti nel comportamento delle api  disposte su postazioni conferite dagli apicoltori associati. Il progetto Cia vuole essere un punto di partenza per la ricerca. Le ultime stagioni sono state pessime per gli apicoltori, che hanno visto decimate le famiglie di api e precipitare produzione e relativo reddito. Inoltre, nel prossimo futuro ci sono da considerare anche i fondi europei della nuova Pac che, dando una mano gli imprenditori impegnati nelle pratiche rispettose dell’ambiente e del clima, potrebbero apportare un contributo al miglioramento del settore: con un maggiore sostegno agli impollinatori è possibile aiutare la natura a garantire la nostra sicurezza alimentare e a stabilizzare le produzioni agricole. Allo stesso tempo, però, si contribuisce alla protezione e al recupero della biodiversità nelle aree rurali. Il ruolo degli impollinatori è vitale, nonché necessario per l’equilibrio degli ecosistemi e per l’agricoltura europea”.                

Sergio Peirone

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