/ Attualità

Attualità | 06 maggio 2020, 08:15

Per il Centro Cicogne Racconigi duro colpo alla stagione delle visite primaverili, ora si guarda al 18 maggio per la riapertura

Ancora chiuso al pubblico, resta aperto per centro recupero degli animali. Gabriella Vaschetti: “Durante la primavera abbiamo un terzo dei visitatori, cercheremo di trovare gli aiuti necessari per recuperare quanto perso in attesa della prossima stagione autunnale”

Foto di Filippo Marmo

Foto di Filippo Marmo

Aperti giardini e parchi pubblichi in città, ma chiusi ancora quelli naturali e le oasi come il Centro Cicogne e anatidi Racconigi. Un momento difficile per queste realtà che hanno visto purtroppo saltare un’intera stagione di ricavi. “Noi lavoriamo tantissimo durante la primavera - spiega Gabriella Vaschetti del Centro Cicogne - più che in estate o in autunno. In questa stagione abbiamo un terzo dei visitatori che sono scolaresche, e, non avendo aiuti pubblici, i visitatori sono la fonte di sostegno maggiore, è stato un colpo non indifferente. Quello delle visite primaverili è il nostro zoccolo duro. Adesso aspettiamo le indicazioni dei sanitari e chiederemo qualche aiuto ma la situazione è difficile per tutti. Capiremo cosa riusciremo a fare, ma quel boom di ingressi è andato. Ci auguriamo di recuperare un po’ di visite durante l’autunno”. 

All’oasi tuttavia, anche per lo “stop” alle visite, la vita ha continuato a scorrere indisturbata. Essendo in pieno periodo di migrazioni e nidificazioni, l’oasi si è animata di specie sempre nuove che, senza il passaggio dei visitatori, si  sono “riappropriate” indisturbate di sentieri e passaggi. 

“Si sono un po’ ‘allargate’ per così dire. Sono più tranquilli adesso che non ci sono visitatori all’oasi. In realtà noi avevamo già creato dei sentieri che non sono percorribili dagli utenti, ma adesso anche quelli predisposti per il passaggio delle persone sono stati ‘riconquistati’ dagli animali. In questo periodo poi si vedono tantissime specie, anche quelle più rare essendo periodo di migrazioni”.

 

Il Centro, federato Lipu, da sempre opera su tre campi quello della reintroduzione delle specie rare, come la cicogna bianca o il gobo rugginoso, quella della conservazione dell’habitat, sui cui si sono concentrati in questo periodo gli operatori, e quello del recupero degli animali insieme al centro di Bernezzo. 

Chiuse le visite al pubblico, aperto tuttavia il centro di recupero a cui i cittadini possono sempre fare riferimento, anche se gli animali che vengono portati in queste settimane sono meno rispetto alla media. 

 

“In questo periodo di nascite abbiamo molti piccoli che cadono dai nidi, cerchiamo sempre di farli allevare dai genitori ma non sempre è possibile - racconta Gabriella -. Ci vengono ancora portati meno animali perché ovviamente la gente si sposta meno, magari sono esemplari che trovano nel proprio giardino o al massimo vicino a casa”. 

“L’apertura dei giardini e dei parchi urbani ha creato un po’ di confusione, in tanti ci hanno chiesto chiarimenti. Noi siamo aperti come centro recupero ma non come visite all’oasi. Siamo paragonati ai musei come attività turistiche. Se va bene dal 18 maggio potremo riaprire con le dovute cautele. Magari con un contingentamento degli accessi e il distanziamento all’interno delle capanne per l’osservazione degli animali. Ad esempio, cercheremo di capire se dobbiamo segnare i posti nei capanni in modo da far capire quante persone ci possono stare”.  

Nel frattempo, sono proseguiti tutti i quei lavori di manutenzione necessari per la conservazione degli habitat naturali della zona umida per gli uccelli migratori che hanno necessità di punti di sosta, nonché interventi straordinari come la sistemazione dei sentieri e la riverniciata dei capanni. Il tutto in attesa della prossima apertura e della nuova stagione di visite. 

Chiara Gallo

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium