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Attualità | 06 maggio 2020, 08:30

Cinema e "fase 2": "Si brancola nel buio. E' un'attesa che ferisce"

Tutto è incerto nel settore della distribuzione cinematografica; l'emergenza sanitaria ha già impresso una ferita devastante: 8 milioni di spettatori in meno nei primi mesi del 2020 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, con una perdita di 115 milioni di euro

Foto generica

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"Un'attesa che fa male e ferisce, inutile nasconderlo. Certo che è più importante che riapra il fisioterapista che può rimetterti in sesto se hai un dolore (faccio un esempio a caso), ma come mangia tutti i giorni il fisioterapista mangiamo tutti i giorni anche noi".

Tracciano un quadro di settore - quello della distribuzione cinematografica - drammatico e molto complesso le parole del proiezionista cuneese che ha scritto alla nostra redazione (chiedendo però di rimanere anonimo). E che abbiamo interrogato all'avvio della "fase 2", che per lui e i suoi - tanti - colleghi assomiglia di più a una falsa partenza.

"Per ora c'è poco da dire, direttive chiare e concrete non ci sono ancora state fornite - ha sottolineato - . Sono stati indicati dicembre 2020 o l'inizio del prossimo anno come possibili periodi per la riapertura, ma senza sicurezza e senza un accenno alle modalità concrete e specifiche: noi, come tutti gli altri operatori dello spettacolo, brancoliamo nel buio".

Per le sale cinematografiche, insomma, il periodo di quarantena sembra ancora lontano dall'essere terminato. E l'impatto sul volume di ingressi e di biglietti staccati è già stato indicato - anche da diversi studi a livello azionale - come devastante: 8 milioni di spettatori in meno nei primi mesi del 2020 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, con una perdita di 115 milioni di euro.

"Si parla di favorire il cinema all'aperto o i drive-in, ma mi sembrano proposte fatte da chi non ha idea di cosa voglia dire lavorare davvero nel nostro campo - continua il proiezionista - : gli strumenti utilizzati nelle nostre strutture non servono in esterna... e comunque non è detto che tutte le strutture abbiano la possibilità di organizzarle, le proiezioni all'aperto, a livello logistico. I drive-in, poi, non credo abbiano mai davvero fatto parte della nostra cultura (oltre, ancora, a richiedere spazi enormi)".

L'ulteriore incognita - rispetto alla data dell'avvio della "nuova fase" per il comparto - riguarda anche le misure di distanziamento sociale che verranno adottate da quel momento in avanti e per le quali già si prevede una riduzione di un terzo circa della capienza delle sale. In merito sono state fatte alcune proiezioni - riportate anche da diversi quotidiani nazionali - , che riguardano il controllo della temperatura agli spettatori con ingresso inibito a chi ha più di 37,5°, l'installazione di corridoi d'ingresso con tendiflex e il limite di due persone alla volta con distanza di sicurezza, in sala posti distanziati di almeno un metro con uscita al termine della proiezione una fila alla volta, l'utilizzo di un'app per l'acquisto del biglietto e la possibilità di usare i servizi rispettando una turnazione.

"Poi c'è la questione della sanificazione dei locali, che dovrà essere realizzata dopo ogni proiezione. Le sale andranno sanificate dopo ogni proiezione. Questo significa però costi non trascurabili a livello di strumenti, prodotti e manodopera che andranno probabilmente a ricadere sul prezzo del biglietto; e l'attività, seppur necessaria, ridurrà ancora il numero di proiezioni possibili in una giornata in quanto richiederà comunque diverso tempo per essere portata a termine".

La grande domanda tra gli esercenti, insomma, è questa: cosa conviene fare? Aprire o aspettare un vero ritorno alla normalità precedente (o a un qualcosa di simile)? Chi riaprirà, davvero, a dicembre o quando sarà? Alcune sale di grandezza media potrebbero essere più attrezzate a inglobare le disposizioni relative al distanziamento sociale di quanto lo siano i multisala... ma bisognerà vedere nel concreto.

"Io sono fiducioso e voglio esserlo, il cinema fruito in sala regala emozioni ed esperienze che non sono replicabili (piaccia o meno) tramite le piattaforme di streaming. Si riaprirà, prima o poi, con le necessarie specifiche. Certo questa situazione d'incertezza non aiuta perché non abbiamo nemmeno la possibilità di poterla preparare davvero questa riapertura".

redazione

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