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Attualità | 05 maggio 2020, 08:45

Assumere ispettori del lavoro, sindacati con la Gribaudo, il PD la difende: "Sommersa di insulti provocati dalla gogna salviniana"

La deputata Dem è referente nazionale del PD per le Politiche del lavoro. La sua proposta finalizzata alla tutela della sicurezza. In provincia di Cuneo, da gennaio a novembre 2019, i morti sul lavoro sono stati 19

L'immagine condivisa sulla pagina Facebook del partito Democratico Piemonte

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Un'autentica bagarre quella scatenata dalla proposta dell'onorevole Chiara Gribaudo, borgarina e referente nazionale del Pd per le Politiche del lavoro.

Quale? Quella di assumere 10 mila ispettori del lavoro per poter assicurare la ripresa in sicurezza. Ricordiamo che il 2019 è stato un anno drammatico per le morti sul lavoro nalla nostra provincia, con 19 morti tra gennaio e novembre.

Proposta fortemente contestata da tutte le associazioni datoriali della provincia Granda e non solo. Così come il centrodestra cuneese, dalla Lega a FdI, passando per Forza Italia, si è espresso con toni di critica molto duri, arrivando a dire che si trattava di una proposta di stampo sovietico.

Ieri ha commentato la notizia anche Matteo Salvini, scrivendo un post: "Invece di soldi, mascherine e regole chiare, il PD pensa di mandare in tutte le aziende gli Ispettori del Lavoro. Ma questi vogliono far fallire le imprese e l’Italia???"

Quasi 3000 commenti, sui quali è intervenuto il Partito Democratico del Piemonte, a difesa e sostegno della propria rapprentante. Un post in cui viene denunciata la gogna mediatica a cui è stata sottoposta la Gribaudo.

"Salvini mette per l’ennesima volta alla gogna una persona, una donna, che viene sommersa di insulti per aver proposto l’assunzione di 10 mila nuovi ispettori del lavoro per la ripartenza in sicurezza delle attività produttive.

“Comunista malfidente”, “Spero ti vengano a cercare”, “Fai schifo”, “Fatti curare”. E tanti, tantissimi altri pesanti insulti. Il tutto scatenato dalla gogna salviniana. E per cosa? Per una proposta che riguarda la sicurezza di lavoratori e imprese.

Lo fa attraverso un post, Salvini, con il quale non solo dimostra che della salute delle persone non gliene frega niente, ma che certifica la malafede di un politico che ha vissuto e vive questa pandemia con un unico obiettivo: quello di gettare fango sull’avversario e ravvivare la sua stanca e becera propaganda, che ha perso colpi. E consenso.

Siamo vicini a Chiara Gribaudo per gli attacchi subiti. Non mollare".

Senza entrare nella polemica politica, si sono espressi a favore della proposta le segreterie provinciali di Cgil, Cisl e Uil, che hanno inviato un comunicato stampa nel quale esprimono stupore rispetto alla posizione delle associazioni datoriali.

Evidenziano inoltre che l'assunzione di 10mila ispettori si tradurrebbe, per la provincia di Cuneo, in massimo 8 unità.

E ancora: "Nella nostra provincia, a novembre 2019 avevamo organizzato un'iniziativa sulla sicurezza ed avevamo denunciato che dall'inizio dell'anno c'erano già stati 19 morti sul lavoro (la provincia di Torino con 4 volte gli abitanti aveva quasi lo stesso numero di morti).

La sicurezza è una responsabilità che deve interrogare tutti: lavoratori, sindacato, organizzazioni datoriali, imprese e Istituzioni.

I morti, gli infortuni sul lavoro, le malattie professionali sono in drammatico aumento, parliamo ormai di una vera e propria strage: sono i numeri purtroppo a dirlo. Ha ragione il Presidente Mattarella: la sicurezza sul lavoro è una priorità sociale e non si possono accettare passivamente le tragedie che si ripetono.

Per aumentare la sicurezza sul lavoro è necessario rafforzare le funzioni ispettive e di prevenzione negli ispettorati e nelle ASL, nei vigili del fuoco, il che significa assunzioni e risorse.

Lavorare in sicurezza e tutelare la salute nei luoghi di lavoro per sconfiggere il virus, sono la condizione necessaria per rilanciare la nostra economia e difendere l'occupazione. Lo dobbiamo anche a quei lavoratori della sanità che sono in prima linea nel combattere il virus e hanno rischiato e rischiano la vita tutti i giorni. Non possiamo permetterci di ritornare ad un situazione emergenza drammatica e sprecare i sacrifici fatti.

La salute e la sicurezza dei lavoratori e la ripresa economica vanno di pari passo e non ci possono essere divisioni sul tema.

Redazione

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