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Attualità | 17 aprile 2020, 17:33

Mario Mairone (FAI Cuneo): "Per gli autotrasportatori manca il lavoro di rientro, accusiamo il 60% di perdite" (VIDEO)

Il presidente della Federazione Autotrasportatori Italiani denuncia problemi soprattutto per chi viaggia all'estero: “La nostra più grossa difficoltà è avere le revisioni per i mezzi e poter andare in Francia. Inoltre quest'anno a molti nostri autisti scade la CQC e abbiamo i corsi fermi. In Italia sono state fatte delle deroghe che però non valgono fuori dai confini"

Mario Mairone (FAI Cuneo): "Per gli autotrasportatori manca il lavoro di rientro, accusiamo il 60% di perdite" (VIDEO)

 

Non si sono mai fermati, anche per garantire alla popolazione quei servizi essenziali come il rifornimento dei supermercati.

Oggi parliamo della categoria dei camionisti.

Facciamo il punto con Mario Mairone, presidente provinciale di FAI, Federazione Autotrasportatori Italiani intervistato oggi via Skype.

 

“La nostra più grossa difficoltà è avere le revisioni per i mezzi e poter andare in Francia. In Italia è stata fatta una deroga con i mezzi senza revisione fino ad agosto, ma in Francia e nel resto d'Europa non si può.

Inoltre quest'anno a molti nostri autisti scade la CQC (Carta di Qualificazione del Conducente). Per l'emergenza Covid-19 ci siamo fermati a fine febbraio con i corsi e a qualcuno mancano uno o due lezione. Chiediamo che si possano concludere da remoto. Come per la revisione ci sono proroghe Italia, ma non in Europa. Quindi rischiamo di mandare i nostri autisti all'estero senza patente e senza revisione e capite che si tratta di un grosso problema!”

Ci sono poi complicazioni anche molto concrete per chi viaggia su un tir ai tempi del Coronavirus.

“Come FAI abbiamo già scritto una lettera al presidente Cirio chiedendo un minimo di garanzia per gli autisti che escono dal circuito autostrade. Non hanno più a disposizione locali aperti per fare un pasto caldo, ma soprattutto non ci sono i servizi igienici. È una vera mancanza di rispetto per gli autotrasportatori che non si sono mai fermati per rifornire supermercati e i comparti dell'agricoltura.

Chiedo almeno un minimo di rispetto per la nostra categoria! Basterebbe mettere dieci bagni chimici in punti strategici. Non chiediamo molto, non chiediamo il bar aperto ma solo servizi igienici aperti”.

Come categoria avete subito danni o perdite?

“I danni si potranno calcolare con precisione a fine aprile o fra due mesi, se si riparte. Ad occhio penso che siamo di fronte ad un 60% di perdite. Il problema è che manca tutto il lavoro di rientro. L'andata si deve fare obbligatoriamente ma non abbiamo il viaggio di ritorno. Facciamo tanti viaggi a vuoto al ritorno verso i punti di ricarico”.

Ora sta circolando anche una bufala secondo cui il virus viaggerebbe sui camion. È così?

“Questa mattina abbiamo fatto il consiglio generale Fai da remoto con 43 presidenti da tutta Italia. A domanda del presidente Uggè sul numero di casi covid-19 in azienda. hanno risposto di sì in 5 o 6, da Brescia, Bergamo e Milano. Sono affiorati 6/7 casi di autisti positivi che hanno contratto la malattia dalla moglie infermiera o per contatto da altri positivi. Non hanno di certo contratto il virus sul proprio mezzo: l'autista passa il 99% del suo tempo da solo in cabina e, con un po' di precauzione quando scende, è una delle categorie a meno rischio di tutti”.

Come FAI, che cosa chiedete al Governo?

“Tante aziende hanno mutui, leasing e contributi da pagare. Chiediamo che tutto venga congelato per 6/7 mesi e poi dilazionato sul lungo periodo per poter ripartire. Se non si fa questo, le aziende rischiano di chiudere. Io spero di no, ma se non ci viene incontro nessuno, rischiano la chiusura il 30/40% delle aziende di autotrasporto. Vorrebbe dire cassa integrazione, gente licenziata e mezzi fermi. Chi trasporta poi la merce? Il Governo deve aiutare gli autotrasportatori”.

Come si immagina la fase 2 di ritorno alla normalità?

“Niente sarà più come prima. È come una ferita che si rimarginerà forse fra 10 anni ma non prima. È una ferita profonda e bisogna vedere quante vittime lascerà sul campo. Non vedo una grossa prospetitva. Troviamo il vaccino e vediamo di partire. Spero di sbagliarmi ma non la vedo bene”.

cristina mazzariello

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