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Alba | 13 aprile 2020, 16:30

Lega: “Le Rsa e le case per anziani private non dipendono dalla Regione”

Il capogruppo regionale Alberto Preioni riattizza la polemica con la giunta Chiamparino in materia sanitaria e attacca il sindacato dei medici di famiglia. “Alcuni di loro – dichiara alle agenzie - si sono negati”. Affermazioni che non mancheranno di far discutere

Alberto Preioni

Alberto Preioni

Le Rsa, così come le case per anziani sono strutture monitorate direttamente dai loro direttori sanitari. La Regione sta attuando dei protocolli, dando delle regole sempre più stringenti, però non dimentichiamoci che sono strutture private di natura privata”.

Lo ha affermato poco fa il capogruppo della Lega in Consiglio regionale, Alberto Preioni, con dichiarazioni che non mancheranno di far discutere rintuzzando quello che è al momento il fronte più caldo, che riguarda case di riposo e Residenze sanitarie assistenziali.

Preioni respinge le critiche sulla gestione dell'emergenza e polemizza coi medici di famiglia.

Alcuni medici di famiglia, sindacalizzati, oggi ci attaccano. Vogliamo dire loro, e al loro presidente – dichiara all’agenzia Ansa -, che abbiamo segnalazioni di medici di base che si sono negati, che non si sono recati dai malati, che li hanno aspettati giorni e giorni, e questo certamente non ha aiutato a contenere l'epidemia.

E che avrebbero già dovuto avere le protezioni necessarie, perchè anche in tempi normali possono avere dei malati infettivi e quindi le protezioni bisogna averle sempre”.  

Preioni ricorda che la Regione “si occupa in primis del sistema sanitario regionale, dei suoi 55.000 operatori che sono medici ospedalieri e infermieri ospedalieri”.

Per quanto riguarda invece la medicina territoriale, il capogruppo sostiene che “con Chiamparino e Saitta abbiamo avuto solo proclami, ma nulla è stato fatto. Con la Regione Piemonte a guida Lega – afferma Preioni - sono triplicati i posti di sub-intensiva, e più che raddoppiati i posti di terapia intensiva.

Pensate che in Piemonte, a differenza purtroppo di altre regioni, mai a nessuno – annota - è stato negato un posto in terapia intensiva. Siamo passati da 1.000 a 4.000 tamponi al giorno.

La sinistra ci aveva lasciato solo due laboratori di analisi aperti, noi li abbiamo portati a 18.

Come Lega, per i nostri medici e per i nostri infermieri, quelli che sono realmente in prima linea a difenderci e a salvarci la vita – conclude -, proporremo un aumento di stipendio per i mesi di marzo e aprile, un piccolo riconoscimento per il loro grande lavoro".

redazione

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