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Attualità | 07 aprile 2020, 15:41

Stagionali e voucher, il secco "no" dei sindacati: "Non si risponde all'emergenza con la precarietà dei contratti"

La nota unitaria di Fai, Flai e Uila: "Non è con questo tipo di scorciatoie che si può pensare di gestire il lavoro nel settore primario per supplire alla carenza di manodopera". In Granda sono 10mila gli stagionali assunti ogni anno

Stagionali e voucher, il secco "no" dei sindacati: "Non si risponde all'emergenza con la precarietà dei contratti"

Il tema degli stagionali della frutta continua a tenere banco: si teme la mancanza di manodopera viste le ripercussioni dell'emergenza covid-19. In provincia di Cuneo - come evidenziato da Targatocn.it nell'articolo a firma di Sergio Peirone questa mattina - sono oltre 10.000 solo nella “Granda” gli stagionali assunti ogni anno dalle strutture rurali.  Un lavoro che parte da giugno e dura fino a metà novembre e svolto, negli ultimi anni, soprattutto da persone straniere: soprattutto romeni, albanesi, macedoni, marocchini e indiani. 

Tra le soluzioni auspicate dalle associazioni datoriali del mondo agricolo e cooperativo c'è l'agevolazione degli stranieri stagionali e l'introduzione dei voucher semplificati per studenti, pensionati, disoccupati e cassaintegrati italiani che intendano dedicarsi al lavoro nella raccolta della frutta e dell’uva.  

Proprio sul tema dei voucher è di poco fa la nota diffusa dalle organizzazioni sindacali del comparto agroalimentare Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil.

"Esprimiamo, come già due anni fa, la nostra contrarietà alla proposta. - si legge nella nota unitaria - Per noi non è credibile rispondere alla necessità di manodopera in agricoltura con uno strumento che precarizza il lavoro e che risulta improprio, in quanto previsto per il solo lavoro accessorio e non per il lavoro ordinario."

"Uno strumento che consideriamo lesivo della dignità dei lavoratori agricoli che, a maggior ragione in questo momento di emergenza, dovrebbero vedere riconosciute le piene tutele contrattuali, oltre alle misure di sicurezza previste dal Governo - continua la nota - Non è con questo tipo di scorciatoie che si può pensare di gestire il lavoro nel settore primario per supplire alla carenza di manodopera."

"La stagione della raccolta a Saluzzo - si legge - sta per iniziare e quest’anno più di altre volte ci saranno criticità di alloggiamento e il rischio di un aumento di fenomeni quali: intermediazione irregolare o impropria di manodopera, lavoro irregolare, caporalato con conseguente concorrenza al ribasso tra lavoratori. In attesa di conoscere i tempi della fase 2 dell’emergenza Covid, riteniamo che vada data una risposta chiara e trasparente al mondo agricolo: una lista pubblica di raccolta del fabbisogno di manodopera delle aziende e di disponibilità dei lavoratori stagionali.
In considerazione delle difficoltà economiche a cui andremo incontro dopo la fase acuta dell’emergenza sanitaria è indispensabile che ai lavoratori, aldilà della provenienza e della cittadinanza, vadano garantite regole certe per il collocamento e l’applicazione integrale dei contratti collettivi di riferimento."


"A parer nostro sono da evitare scenari nei quali  il probabile arrivo di lavoratori venga derubricato a problema di ordine pubblico, crediamo sia necessario che le autorità competenti , Prefettura, Protezione Civile e Comuni, agiscano di concerto per gestire la situazione alloggiativa e garantire un presidio medico permanente nella zona di concentramento dei lavoratori stagionali. Dalla crisi si esce attraverso il lavoro e il rispetto della legalità."

redazione

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