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Attualità | 07 aprile 2020, 12:39

Ambiente e Coronavirus: la riduzione del traffico in Piemonte ha abbassato il valore di biossido di azoto

I dati si riferiscono al periodo gennaio-marzo 2020 e sono stati messi in relazione con lo stesso lasso di tempo degli anni dal 2012 al 2019; l'arrivo della primavera, di per sé, aumenta la capacità di gestione delle emissioni inquinanti dell'atmosfera

Foto generica

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Le misure restrittive degli spostamenti e delle attività lavorative legate alla lotta al Coronavirus hanno davvero fatto riscontrare effetti sull'inquinamento atmosferico?

E' questa la domanda a cui Arpa Piemonte, all'inizio del mese di aprile, ha deciso di dare risposta, pubblicando un bollettino relativo ai dati di PM10 e biossido di azoto (NO2) relativi al periodo gennaio-marzo 2020, e mettendoli in relazione con lo stesso periodo degli anni dal 2012 al 2019.

- GLI ELEMENTI INQUINANTI
Necessaria fin da subito una puntualizzazione, per comprendere in modo esatto i dati del bollettino: PM10 e NO2 sono i due elementi inquinanti più caratteristici del periodo invernale, e di norma con l'arrivo della primavera subiscono un rallentamento dovuto al fatto che l'atmosfera terrestre aumenta la propria capacità di dispersione. Ciò significa che è stato necessario, per ARPA, separare gli effetti meteorologici del periodo da quelli derivanti dalla riduzione delle emissioni.

PM10 e NO2 hanno, poi, origini diverse: se le prime emissioni vengono emesse principalmente dal settore del riscaldamento civile (soprattutto biomassa legnosa) e dalla trasformazione di sostanze reattive come l'ammoniaca, gli ossidi di azoto, i composti organici volatili emessa da fonti diverse e diversificate, le secondo derivano in modo particolare dal traffico veicolare. Le misure anti Covid-19, quindi, potrebbero aver agito in modo differente su ciascuna di loro.

- PM10
In generale l'ARPA ha registrato la classica tendenza alla riduzione dei valori tra la fine di febbraio e la fine di marzo 2020, con una riduzione straordinaria rispetto alla media degli anni passati nella prima metà del mese appena trascorso.

Da lunedì 16 a mercoledì 19 si è verificato un aumento delle concentrazioni sopra la media massima del periodo, con picchi anche superiori al limite giornalieri di 50 ug/m3, giustificabile con la presenza di particolato secondario derivante da una maggiore attività fotochimica e dalla maggiore stabilità atmosferica associata a un'espansione anticiclonica sull'Europa orientale la ventilazione bassa o assente ha favorito l'accumulo elementi inquinanti sino al 19 marzo, tanto che dal giorno successivo l'avvicinarsi di una perturbazione ha riportato i valori di PM10 sotto la media del periodo.

Nel weekend del 28 e 29 marzo si è registrato un nuovo aumento dei valori a causa dell'arrivo di polveri desertiche, distribuite un po' ovunque.

- NO2
L'analisi è stata effettuata sia su stazioni di traffico che su stazioni di fondo, non influenzate da una sorgente prevalente; inequivocabile la progressiva tendenza alla diminuzione dei valori sia quest'anno che in quelli passati a seguito dell'arrivo della primavera, ma in modo meno netto rispetto a quello delle PM10.

Nonostante questo, comunque, in tutta la regione le concentrazioni medie giornaliere di NO2 sono inferiori alla media del periodo 2018-2019, risultato dovuto ai provvedimenti anti Coronavirus che hanno ridotto le emissioni dei veicoli.

Nei giorni dal 16 al 20 marzo l'aumento della stabilità atmosferica e il suo effetto sono meno netti che per le PM10 e le concentrazioni giornaliere di biossido di azoto aumentano pur rimanendo nei valori medi (e prossimi alla minima stagionale).

 

redazione

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