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Agricoltura | 07 aprile 2020, 07:30

Raccolta della frutta e dell'uva: se manca la manodopera straniera impieghiamo disoccupati, cassaintegrati e studenti italiani (FOTO)

La proposta al Governo è stata fatta dagli assessori regionali Chiorino e Protopapa, dal delegato confederale Coldiretti, Moncalvo, e dai presidenti di Confagricoltura, Allasia, di Cia, Conterno, e di Confcooperative, Durando. Le persone si possono pagare con voucher semplificati. Il problema si presenta tutti gli anni, ma ora, con l’emergenza coronavirus, i lavoratori esteri hanno molte difficoltà in più a raggiungere l’Italia. Serve una soluzione per affrontare l’emergenza agricola, ma che dia anche risposte concrete a chi nel nostro Paese ha bisogno di un’occupazione in questo momento nel quale si vive una situazione drammatica

La vendemmia (foto di Debora Lombardi) e la raccolta delle mele

La vendemmia (foto di Debora Lombardi) e la raccolta delle mele

Il problema è alle porte. A giugno inizia la raccolta della frutta seguita dalla vendemmia. Un lavoro che dura fino a metà novembre e svolto, negli ultimi anni, soprattutto da persone straniere. Al momento, però, con l’emergenza coronavirus e i flussi bloccati anche dalla chiusura delle frontiere, le aziende dei due settori non sanno come si potrà risolvere la situazione.

Secondo i dati Coldiretti sono oltre 10.000 solo nella “Granda” gli stagionali assunti ogni anno dalle strutture rurali, con le rappresentanze maggiori di romeni, albanesi, macedoni, marocchini e indiani.

La mancanza di manodopera è stata evidenziata nei giorni passati dalle Organizzazioni agricole e da Confcooperative della provincia di Cuneo.


Anche se un paio di notizie positive ci sono. Una circolare del ministero dell’Interno ha prorogato fino al 15 giugno tutti i permessi di soggiorno in scadenza tra il 31 gennaio e il 15 aprile e gli orientamenti della Commissione europea sono di facilitare il transito/circolazione dei lavoratori, tra cui gli stagionali, in particolare del settore agricolo. Ma molti di loro hanno fatto rientro nei Paesi di origine a causa del virus e altri disponibili a venire in Italia, anche perché in possesso di contratti già firmati con le aziende, non riescono a giungervi perché hanno difficoltà ad attraversare alcuni confini.

Ora, Regione Piemonte, Organizzazioni agricole e Confcooperative Cuneo propongono, in modo risoluto, un nuovo percorso al Governo. Oltre ad agevolare l’arrivo degli stranieri stagionali occorre introdurre dei voucher semplificati per studenti, pensionati, disoccupati e cassaintegrati italiani che intendano dedicarsi al lavoro nella raccolta della frutta e dell’uva.  

COSA DICONO LE ORGANIZZAZIONI DI CATEGORIA AGRICOLE E CONFCOOPERATIVE CUNEO  

ROBERTO MONCALVO, delegato confederale Coldiretti Cuneo: “Il Decreto Cura Italia ha esteso dal quarto al sesto grado il rapporto di parentela/affinità per le attività effettuate nei campi, che non devono costituire un rapporto di lavoro subordinato o autonomo. Inoltre, la prestazione deve essere resa a titolo gratuito e nel rispetto delle restrizioni in vigore riguardanti gli spostamenti. In passato era una prassi molto diffusa che, in agricoltura, i parenti tornassero nelle cascine di famiglia per le campagne di raccolta. Negli ultimi anni, però, era scomparsa a causa dei vincoli burocratici e amministrativi introdotti. Grazie al nuovo provvedimento ci si può avvalere di una platea più ampia di persone in una situazione nella quale è diventato difficile reperire manodopera per le necessità produttive”.  

Ma tutto ciò non è sufficiente. “Serve con urgenza una radicale semplificazione del voucher agricolo che possa permettere a cassaintegrati, studenti e pensionati italiani lo svolgimento dei lavori nelle campagne in un momento in cui scuole, università attività economiche e aziende sono chiuse. Molti lavoratori in cassa integrazione potrebbero trovare un’opportunità di integrazione del reddito proprio nelle attività di raccolta effettuate in campagna. Prevedere la diffusione di uno strumento che ha dimostrato di produrre importanti effetti sulla nostra economia, favorendo l’occupazione e l’emersione del sommerso, deve essere ora un obiettivo da perseguire”.  

ENRICO ALLASIA, presidente Confagricoltura Piemonte e Confagricoltura Cuneo: “E’ sempre più difficile reperire forza lavoro. Siamo in un momento cruciale: si avvicina la stagione della raccolta degli ortaggi e della frutta estiva. Bisogna avviare in tempi rapidi l’iter per la definizione di un nuovo decreto flussi, che consenta al settore agricolo di impiegare lavoratori non comunitari”.  

Però, il problema non si risolve solo così? “Confagricoltura ha scritto ai ministri delle Politiche Agricole, Teresa Bellanova, e del Lavoro, Nunzia Catalfo, per sollecitare strumenti governativi che facilitino il ricorso a manodopera italiana, come i voucher, o che diano la possibilità di impiegare persone che hanno perso il lavoro: cassintegrati o fruitori del reddito di cittadinanza. Sempre nel rispetto delle condizioni sanitarie previste”.

Qual è la proposta? “Devono essere introdotti temporaneamente voucher semplificati per il settore agricolo. Chiediamo di far lavorare nelle aziende anche quanti percepiscono il reddito di cittadinanza, individuando uno strumento che possa consentire loro di non perdere il diritto all’assegno. Questo perché noi offriamo un arco temporale di lavoro limitato rispetto alle attese di queste persone. La possibilità di occupazione con i voucher andrebbe estesa anche ai dipendenti cassaintegrati, superando i problemi normativi che esistono. Altrimenti i prodotti agricoli rimarranno da raccogliere mettendo in crisi la filiera e gli approvvigionamenti alimentari. Crediamo che ci siano tutti gli elementi per trovare un accordo tra imprese e lavoratori, salvaguardando i diritti di chi percepisce l’assegno di sussistenza”.

CLAUDIO CONTERNO, presidente Cia-Agricoltori Italiani Cuneo: “Mancheranno lavoratori. Le attività nei campi e la raccolta della frutta stanno per cominciare: maggio è alle porte. E più avanti avremo i lavori in vigna, con la vendemmia. Abbiamo bisogno di nuovi strumenti, più agili da un punto di vista burocratico, che ci permettano di assumere persone, nel rispetto delle tutele assicurative e che non gravino sul reddito effettivo del lavoratore stesso. Dovremmo avere a disposizione dei voucher come quelli in uso una quindicina di anni fa, quando era possibile impiegare lavoratori in cassa integrazione e il compenso percepito non faceva cumulo. Con la crisi economica che si sta delineando, avremo un gran numero di persone non occupate che rappresentano un potenziale bacino a cui l’agricoltura può attingere. C’è quindi la necessità di dover semplificare le operazioni di assunzione per tutte quelle attività agricole che hanno un carattere prettamente stagionale e territoriale legato alla specificità del prodotto”.

ALESSANDRO DURANDO, presidente Confcooperative Cuneo: “Sul fronte della manodopera ci sono molte attese rispetto al costruire una piattaforma nazionale che favorisca l’incontro domanda e offerta, evitando gli arrivi spontanei. Ci auguriamo che i progetti ministeriali finanziati riescano a trovare una risposta al riguardo. Tuttavia, non è stata operativa sino ad oggi non lo sarà nei prossimi mesi”.

Per cui? “Bisogna trovare altre soluzioni, plurali. Condividiamo  con le Organizzazioni agricole la necessità  di  coinvolgere i lavoratori in cassa integrazione e quanti percepiscono il reddito di cittadinanza. Siamo in emergenza. Bisognerebbe inserire nel percorso coloro che abitano entro un raggio di 30 chilometri dal potenziale lavoro, per evitare  di dover provvedere all’alloggiamento. Cosi come, considerando lo stato di necessità in cui ci troviamo, anche agire  su una modifica della normativa esistente:  il rilancio dello strumento del voucher, completamente ad oggi depotenziato,  superando i limiti attuali, per rendere snelle alle imprese le procedure di assunzione. Poi modificare i decreti sicurezza lì dove condizionano i permessi di soggiorno e far uscire il decreto flussi, già vistosamente in ritardo”.

Infine? “Riteniamo prezioso coinvolgere i giovani, interpellando le Scuole superiori del territorio, per mobilitare gli studenti  a supporto della raccolta della frutta.  Intendiamo con le altre realtà istituzionali e sociali coinvolgere i dirigenti scolastici e gli studenti dai 16 anni in su. Azione che aiuterebbe anche a livello di comunicazione pubblica per far maturare una piena consapevolezza della centralità di questo settore economico per lo sviluppo del territorio”.

LA PAROLA AGLI ASSESSORI REGIONALI CHIORINO E PROTOPAPA

Sulla questione sono intervenuti gli assessori regionali al Lavoro, Elena Chiorino, e all’Agricoltura, Marco Protopapa.

Dicono: “A fronte della carenza, nelle campagne italiane, dei lavoratori stagionali necessari per la raccolta della frutta, il ministro per le Politiche Agricole, Teresa Bellanova, sarebbe al lavoro per stipulare accordi con Paesi stranieri, al fine di importare manodopera. Oltre a pensare ai lavoratori stranieri, però, il Governo dovrebbe valutare di coinvolgere in particolare gli italiani che hanno perso l’occupazione a causa del coronavirus e che non hanno alcuna tutela. Così come quelli che percepiscono il reddito di cittadinanza, ai quali l’esecutivo Conte avrebbe già dovuto trovare lavoro da tempo ma che, nella stragrande maggioranza dei casi, risultano inattivi. Cittadini che avrebbero bisogno più che mai di un’occupazione, anche soltanto stagionale. In un momento del genere sarebbe opportuno, oltre a far lavorare gli stranieri, non lasciare a casa gli italiani che non riescono ad arrivare alla fine del mese e a fare la spesa”.

Quindi, cosa bisogna fare? “La prima preoccupazione deve essere quella di salvare l’agricoltura che in Piemonte è una delle principali fonti di lavoro e di produzione, considerando anche tutta la filiera. In un momento di assoluta emergenza occorre consentire alle imprese rurali di reperire la manodopera necessaria per non vanificare il raccolto, che rappresenterebbe un colpo mortale a tutto il comparto. Si potrebbero individuare formule contrattuali snelle, magari della durata di pochi mesi e non rinnovabili, ma con importanti agevolazioni fiscali che siano sostenibili per le aziende e che possano consentire alle persone in cerca di occupazione o in cassa integrazione di lavorare e percepire un reddito. In questo modo andremmo a sostenere imprese, lavoratori e, più in generale, tutto il comparto agricolo”.          

Sergio Peirone

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