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Economia | 06 aprile 2020, 14:17

Saltata l'alta stagione per il mondo dell'estetica: "Chiediamo un anno bianco fiscale e maggiori controlli su chi lavora in nero"

Il punto con Maria Teresa Rosso, rappresentante provinciale degli Estetisti per Confartigianato Imprese Cuneo: “I centri con dipendenti rischiano di licenziare. Le aziende singole rischiano di chiudere. Il problema più grande è non avere certezze sulla riapertura con i mesi di maggior incasso ormai alle nostre spalle”

Maria Teresa Rosso (prima a sinistra), nel suo centro estetico a Savigliano, con la sorella Paola e le dipendenti Serena e Martina

Maria Teresa Rosso (prima a sinistra), nel suo centro estetico a Savigliano, con la sorella Paola e le dipendenti Serena e Martina


“Siamo chiusi dall'8 marzo. Per il mondo dell'estetica è saltata l'alta stagione: marzo, aprile, maggio e giugno sono i mesi di incasso principale. Un danno immane, difficile da quantificare”.

Maria Teresa Rosso, rappresentante provinciale degli Estetisti per Confartigianato Imprese Cuneo fa il punto sull'emergenza Covid e gli effetti devastanti sulla sua categoria.

Insieme alla sorella Paola gestisce un centro a Savigliano dal 1984, dove attualmente lavorano anche due dipendenti, Serena e Martina.

“I saloni con dipendenti rischiano di licenziare. Le aziende singole e magari anche giovani, che non hanno un adeguato deposito di risparmi, rischiano di chiudere - denuncia Maria Teresa Rosso -. È un po' che in Italia gli artigiani non si arricchiscono, ma finora riuscivamo a pagare tutto e anche ad insegnare un mestiere. Parliamo di un lavoro che si trasmette di generazione in generazione. Questa batosta proprio non ci voleva”.

Come si affronta un'emergenza simile? “Se ho dei risparmi io personalmente li dedico al personale, poi penso ai fornitori. Abbiamo sospeso i mutui ma rimangono sempre le spese fisse. Il problema più grande è non avere certezze sulla riapertura”.

I centri estetici saranno infatti tra gli ultimi a riaprire dopo l'emergenza Covid-19: “Nel nostro mestiere il contatto con le mani è inevitabile. Avremo bisogno di un serio protocollo per lavorare in sicurezza e saremo costretti ad adeguarci a normative non indifferenti. Con il rischio che possano limitarci in alcuni trattamenti. Un problema che stiamo già affrontando con altre associazioni per non farci trovare impreparati”.

Si possono fare trattamenti estetici con mascherina e guanti? “La mascherina e i grembiuli mono-uso non sono un problema. Il contatto con la mano invece è il nostro cavallo di battaglia, in certi trattamenti è addirittura preferibile ma, per una fase transitoria, possiamo adeguarci. Pensiamo ai massaggi e ai trattamenti viso che tra l'altro sono anche quelli che rendono di più”.

“Nei giorni antecedenti alla chiusura per Coronavirus, avevamo capito da subito il rischio – precisa Rosso -. Sia a tutela nostra che delle nostre clienti usavamo guanti e mascherina. Insomma si può lavorare in sicurezza, ma serve un protocollo preciso da seguire”.

Intanto c'è chi guadagna. Come nel mondo dei parrucchieri, anche per le estetiste la piaga più grande è la lotta all'abusivismo.

“In Granda si contano circa 4mila centri – stima Maria Teresa Rosso -. Ogni singolo estetista ci sono due abusive che, in questo periodo di emergenza, stanno lavorando alla grande da casa, senza pagare le tasse. E magari prendono anche il reddito di cittadinanza”.
“Il problema è partito dal business delle Accademia che fanno corsi su unghie e 'nail art' a tutti, anche a chi non ha alle spalle la scuola di estetica. C'è una mancanza totale di normativa e controlli
- continua -. Per questo ho proposto un registro delle abusive da consegnare a ogni comune. È facile individuarle. Si fanno anche pubblicità sui social! Poi abbiamo sbagliato anche noi estetiste in regola ad allinearci ai prezzi delle abusive, malgrado la nostra qualità e i nostri servizi richiederebbero costi più alti, ma la concorrenza è davvero spietata”.

E fa un appello a tutte le donne: “Evitate le abusive almeno per rispetto verso voi stesse. Per mettere le mani in una bacinella o in un fornetto per unghie servono regole severe perchè noi lavoriamo sulla pelle delle persone. Chi va dall'abusivo non si rende conto. Si rischiano danni irreversibili. Prendersi un'epatite è un attimo, ma anche una micosi molto grave rischi di portartela dietro per tutta la vita. Mi piacerebbe che questa emergenza portasse a rivalutare la qualità e i sacrifici della nostra professione”.

Alcune estetiste stanno ovviando alla chiusura con la vendita di prodotti online: “Si può fare solo se si detiene la licenza del commercio, altrimenti possiamo vendere prodotti solo se c'è continuità della cura. Così si sono messe di mezzo le nostre aziende fornitrici che ci chiedono i nominativi delle clienti, una risorsa troppo preziosa da cedere a cuor leggero. Quando finirà l'emergenza continueranno a vendere. Queste aziende fanno talmente vendita che hanno finito alcuni prodotti e li chiedono a noi. E oltre agli abusivi dovremo far i conti con la concorrenza dei nostri fornitori”.

Il mondo dell'estetica cosa chiede al Governo? “Chiarezza. Sulla riapertura e sui protocolli da seguire. E poi abbiamo bisogno di aiuti economici. Servirebbe un anno bianco fiscale per poi pagare i debiti allo Stato in modo dilazionato, oltre alla possibilità di accedere a prestiti con interessi bassissimi per avere un portafoglio, e contributi a fondo perso. Inoltre sarebbe utile aumentare gli orari di lavoro e, per eccezonalità, poter lavorare anche la domenica”.

Il bonus dei 600 euro? “Parliamo del decreto di aprile che non abbiamo ancora visto i soldi del decreto di marzo. Abbiamo messo i dipendenti in cassa integrazione, ma i soldi della cassa integrazione quando arrivano? Stamattina ho ricevuto tante telefonate di colleghe disperate. Un istituto medio ha 10mila euro di spese fisse tra contributi, affitto, luce, tasse, prodotti monouso e assicurazione. 600 euro sono davvero pochissimi".

cristina mazzariello

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