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Economia | 06 aprile 2020, 10:30

Bus turistici, 25 mila posti di lavoro a rischio per il coronavirus

L'allarme arriva dal Comitato Bus Turistici Italiani, primo raggruppamento di aziende del settore in Italia che, attualmente, coinvolge circa duecento operatori

Bus turistici, 25 mila posti di lavoro a rischio per il coronavirus

Quasi 25 mila posti di lavoro a rischio e attualmente fermi, altrettante famiglie potenzialmente senza un sostentamento, 6 mila imprese in Italia bloccate ed un fatturato di circa 2,5 miliardi di euro azzerato.

Questi i dati della crisi coronavirus, che ha messo in ginocchio il settore dei bus turistici a noleggio. L'allarme arriva dal Comitato Bus Turistici Italiani, primo raggruppamento di aziende del settore in Italia che, attualmente, coinvolge circa duecento operatori.

Gli oltre 25 mila bus che viaggiano sulle strade ed autostrade italiane, percorrendo ogni anno 1,7 miliardi di chilometri in tutta Italia, consumano 450 milioni di litri di carburante. Tradotti in mancati introiti, si tratta di 270 milioni di accise che non arriveranno allo Stato, oltre ad ulteriori 100 milioni non incassati direttamente dai comuni attraverso i tickets bus.

"Soldi che metteranno in crisi i bilanci di molte amministrazioni locali - sottolinea il Comitato Bus Turistici Italiani - Senza contare altri settori collegati ai bus come guide, accompagnatori, officine, carrozzieri, costruttori, assicurazioni, gommisti, elettrauto e quant'altro. Bisogna tenere conto anche dei mancati investimenti riferiti al rinnovo del parco pullman, che ogni anno genera l'immatricolazione di circa 750 bus, con un fatturato totale di circa 220 milioni di euro".

Secondo il Comitato "I 25 miliardi di euro stanziati complessivamente dal governo non saranno sufficienti nemmeno a fronteggiare la crisi del solo settore turistico. Per ovvie ragioni il segmento dei bus subirà pesanti ripercussioni".

"Siamo stati il primo settore a fermarsi per la crisi
- dice il presidente del Comitato, Riccardo Verona - e, presumibilmente, saremo anche l'ultimo che riuscirà a ripartire. Il nostro comparto non viene considerato dalle Istituzioni e conseguentemente dall'opinione pubblica. Per questo abbiamo deciso di far conoscere i numeri reali che travolgono la nostra categoria.
La crisi del turismo, che produce ricchezza per l'intero paese, porterà alla chiusura di molti operatori. Chiediamo al Governo
- conclude Verona - interventi mirati e decisi"

comunicato stampa

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