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Attualità | 03 aprile 2020, 11:23

"Sul reclutamento degli stagionali dell'ortofrutta serve sforzo complessivo: coinvolgiamo lavoratori in cassa, percettori del Rdc e studenti"

Riceviamo e pubblichiamo la nota del presidente di Confcooperative Cuneo Alessandro Durando

"Sul reclutamento degli stagionali dell'ortofrutta serve sforzo complessivo: coinvolgiamo lavoratori in cassa, percettori del Rdc e studenti"

Si moltiplicano in questi giorni le preoccupazioni sul lavoro stagionale in agricoltura, sono preoccupazioni fondate. Nell’area del saluzzese la stagione che ci attende rischia seriamente di  andare incontro  a non pochi problemi di  reclutamento della manodopera, il tutto  aggravato dall’emergenza sanitaria. Il dibattito che si è aperto è interessante soprattutto quando è diretto a trovare soluzioni. Su questo tema  bisogna evitare di  polemizzare su singoli aspetti ma allargare lo sguardo e tentare delle risposte comuni e di sistema.

Il settore dell’agricoltura e dell’ortofrutta,  è troppo importante per il nostro territorio e dobbiamo trovare insieme  le risposte più adeguate per sostenerlo.

In questa direzione abbiamo da subito apprezzato  il lavoro dell’amministrazione saluzzese, per la sua concretezza e il non essersi sottratta nell’affrontare la situazione prendendo  delle decisioni difficili come quelle  del Pas ( Punto Accoglienza Stagionali) . Così come  positive sono le iniziative legate alla  accoglienza diffusa da parte dei Comuni di Lagnasco, Verzuolo, Costigliole, nella consapevolezza che il problema dei lavoratori stagionali, non è solo un problema di sicurezza, non è solo un problema di reclutamento di manodopera, ma  riguarda lo sviluppo di un territorio, della sua economia e degli investimenti posti in essere dalle molte aziende del settore.

Tutti si è consapevoli, in primis i sindaci delle amministrazioni richiamate, che le risposte  messe in campo sull’accoglienza, se l’emergenza continua, non sono  possibili, quindi si tratta di individuare nuove risposte, che evitino che la frutta  rimanga sugli alberi con un danno per tutti.

Dobbiamo muoverci insieme: organizzazioni professionali, sindacali, enti locali. Un procedere ai diversi livelli: locale, regionale, nazionale, in stretta sinergia nell’interesse generale della comunità.

Differenti sono i punti che  come Confcooperative sottoponiamo alle altre organizzazioni e alle istituzioni locali  per costruire una piattaforma comune su cui agire tempestivamente.

Differenti le  priorità:

a) Sul fronte del reclutamento della manodopera. Un nodo nazionale, in quanto non vi sono risposte adeguate sul piano dei servizi al lavoro, molte le attese rispetto al costruire una piattaforma  che favorisca l’incontro domanda e offerta evitando gli arrivi spontanei. Ci auguriamo che i progetti ministeriali finanziati riescano a trovare una risposta al riguardo. Tuttavia non è stata operativa sino ad oggi non lo sarà nei prossimi mesi. Bisogna trovare altre soluzioni, plurali. Condividiamo  con le altre organizzazioni di categoria la necessità  di  coinvolgere i lavoratori in cassa integrazione, come i percettori del reddito di cittadinanza.  Su questi ultimi facendo valere il criterio della “condizionalità” ( sono 3500 in provincia di Cuneo). Siamo in emergenza. Bisognerebbe coinvolgere  coloro che abitano ad una raggio dal potenziale lavoro entro i 30 km, per evitare   di dover provvedere all'alloggiamento. Cosi anche agire  su una modifica della normativa esistente  considerando lo stato di necessità in cui ci troviamo:  il rilancio dello strumento del voucher,completamente ad oggi depotenziato,  superando i limiti attuali, per rendere snelle per le imprese le procedure di assunzione;  modificare i decreti sicurezza lì dove condizionano i permessi di soggiorno;  far uscire il decreto flussi, già vistosamente in ritardo. Analogamente  si intende integrare la normativa di settore sulla cooperazione per consentire la codatorialità, ovvero che la cooperativa agricola che associa imprese conferitrici possa sostenere  una pluralità di servizi per le stesse, compresa l’assunzione dei lavoratori chiamati alla raccolta. Riteniamo però prezioso coinvolgere i giovani, interpellando le scuole superiori del territorio, per mobilitare gli studenti  a supporto della raccolta della frutta.  Intendiamo con le altre realtà istituzionali e sociali coinvolgere i dirigenti scolastici e gli studenti dai 16 anni in su. Azione che aiuterebbe anche a livello di comunicazione pubblica per far maturare una piena consapevolezza della centralità di questo settore economico per lo sviluppo del territorio. Infine , come mondo cooperativo, per estendere la platea dei potenziali lavoratori stagionali, stiamo cercando di verificare come coinvolgere le cooperative di produzione lavoro a noi associate.

b) Un seconda questione  delicata è l’alloggiamento. Non essendo possibile in questa situazione attivare il Pas a Saluzzo e le accoglienze diffuse, considerando il fatto che le aziende, che  si sono attrezzate con soluzioni abitative interne, dovranno adeguarsi ai nuovi protocolli e  non potranno più soddisfare pienamente alle loro esigenze, è  necessario ridurre i vincoli di uso abitativo delle Asl per il 2020.  Riteniamo che si debba consentire la risposta con soluzioni mobili, container, ma anche tende da campeggio eventualmente. In questa prospettiva  la normativa regionale a sostegno di pubblici e privati per le risposte abitative va potenziata economicamente (la legge regionale n. 12 del 2016 che agevola la sistemazione temporanea dei lavoratori stagionali presso le aziende. Sia come recupero di strutture esistenti,  ma anche  di prefabbricati  per un periodo di 180 giorni su una superficie di 200 metri quadrati). Tutti gli enti locali del territorio devono coinvolgersi in questa direzione, solo così potremmo essere più incisivi nelle risposte.

Queste linee le stiamo portando avanti ai differenti livelli.  E’ però decisivo avere un presidio locale. Condividiamo la proposta del Comune di Saluzzo, di una cabina di regia sul territorio, oltrechè regionale, per gestire in modo condiviso con i vari interlocutori un piano di lavoro puntuale  con cui affrontare  la situazione.

La questione è analoga anche  per la raccolta delle uve seppure con  caratterizzazioni e tempi differenti, lo stesso movimento e impegno va sostenuto nel territorio delle Langhe del Roero e del Monferrato,  valorizzando in questi contesti  le cooperative che si sono organizzate per svolgere servizi in agricoltura.
In una fase come questa serve coltivare un forte spirito di alleanza., una convergenza sugli interessi comuni.

Alessandro Durando
Presidente Confcooperative Cuneo


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