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Attualità | 30 marzo 2020, 11:00

Paola: “Vi racconto il Coronavirus quotidiano di noi famiglie con bimbi speciali” (VIDEO)

Una mamma cebana spiega le difficoltà di questi giorni di suo figlio autistico: “Ogni giorno lottiamo per le cose più semplici, al di là del Covid-19”

Paola: “Vi racconto il Coronavirus quotidiano di noi famiglie con bimbi speciali” (VIDEO)

Conosco Paola da quando eravamo ragazzine e di lei mi ha sempre colpito quel sorriso speciale, quella particolare luce che aveva negli occhi quando ti parlava. Solo con il passare del tempo ho capito il perché di quel sorriso e di quella luce: lei era destinata a diventare la mamma di un bambino speciale e che per questo ha bisogno di una quotidianità speciale, che spesso è difficile da trovare e da mantenere, soprattutto con questa emergenza sanitaria che ha sconvolto le abitudini di tutti noi.

Per questo le ho chiesto di raccontarmi cosa significa, al tempo del Coronavirus, prendersi cura di un bambino autistico. Ecco cosa mi ha detto:

“Sono mamma di Iris e di Carlo, che è un ragazzino con autismo e spiegare le nostre giornate in questo periodo non è facile. Raccontare l'autismo e le sue molteplici sfaccettature in poche parole senza correre il rischio di minimizzarlo è difficile e in questo momento lo è sicuramente di più.
Cercherò di farlo con un po di leggerezza affinché le mie parole non siano o sembrino quelle che non sono e non pesino sul cuore di nessuno.

Ho fatto mio il pensiero di Fabio, uno zio speciale che in poche parole ha espresso perfettamente l’essenza del nostro quotidiano.
La nostra vita è fatta di routine che sono essenziali per il vivere in modo accettabile, abbassando l’ansia ed evitando le frustrazione, le stereotipie esagerate e i comportamenti problematici che spesso diventano difficili da contenere e gestire. La mancanza di questi punti fermi, la scuola e le terapie comportamentali in primis ha creato un vuoto e il caos.

Mi piacerebbe però che ognuno di noi riflettesse attraverso la miriade di emozioni che questo isolamento ci sta regalando. L’incertezza per il futuro, la solitudine, la mancanza delle relazioni sociali, il sentirsi abbandonati dalle istituzioni… l’elenco sarebbe lunghissimo

 

Tutto questo avrà una fine per fortuna, per voi. Ma tutto questo per noi famiglie speciali è quotidianità: 365 giorni all’anno… ogni giorno della nostra vita.
Tutti ci stiamo rendendo conto dell’importanza delle cose semplici e stiamo scoprendo capacita sconosciute insieme a paure sconosciute.

Mi piacerebbe che ognuno di noi, uscito da questo isolamento avesse occhi diversi verso le famiglie con figli speciali, quelle che vivono nelle vostre vie, quelle che conoscete, quelle che abitano nel vostro paese.

L’amore e l’attenzione verso il prossimo che abbiamo scoperto di avere non deve uscire solo nei momenti di grande difficoltà, in una gara a chi fa di più per poi spegnersi quando tutto sarà passato lasciando il posto al pensiero che altri faranno al nostro posto.

Io credo debba essere una scelta che fa parte del nostro quotidiano, ogni singolo giorno, come stile di vita, modo di essere ricordandoci che finita questa grande emergenza resteranno le emergenze di ogni giorno che nella vita di chi affronta la disabilità di un figlio sono proprio tutte quelle che tutti adesso chi più chi meno stiamo proviamo .

Ognuno di noi, lo stiamo constatando, può davvero fare la differenza.
Quando ogni cosa riprenderà nuovamente il suo corso, quando tornerete ad assaporare gli abbracci, la condivisione, l’amicizia e tutte le cose essenziali che oggi mancano come l’aria ricordatevi che noi, ogni giorno cerchiamo e lottiamo per queste semplici cose chiusi nel nostro coronavirus personale che non ci abbandonerà per tutta la vita.

Non siamo però contagiosi e quindi ci aspettiamo gesti meravigliose da ognuno di voi.
Non è la fine del mondo”.

Attraverso queste famiglie speciali, forse, possiamo diventare un po’ speciali anche noi. Grazie Paola.

NaMur

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