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Agricoltura | 27 marzo 2020, 12:20

Coronavirus: dopo il chiarimento del Governo del 26 marzo i prodotti floro-orto-frutto-vivaistici si possono vendere al dettaglio

In seguito alle proteste dell’Uncem, delle associazioni di categoria, dei sindaci, delle aziende e di molti appassionati del settore, il vicepresidente della Commissione Agricoltura in Senato, il cuneese Mino Taricco, insieme ad altri colleghi, ha ottenuto la precisazione definitiva che sblocca lo smercio al minuto di “semi, piante e fiori ornamentali, piante, piante da frutto, piante in vaso, fertilizzanti, ammendanti per migliorare le proprietà fisiche dei terreni e altri prodotti simili”. La soddisfazione di Taricco: “Finalmente, dopo giorni di richieste ai ministeri competenti, sono molto soddisfatto per questa buona e attesa notizia che permette al comparto di ripartire”

La serra di un'azienda vivaistica e il vicepresidente della Commissione Agricoltura in Senato, il cuneese Mino Taricco

La serra di un'azienda vivaistica e il vicepresidente della Commissione Agricoltura in Senato, il cuneese Mino Taricco

L’articolo pubblicato su Targatocn venerdì 20 marzo (clicca qui) evidenziava che il Decreto di contenimento del coronavirus non permetteva la vendita al dettaglio dei prodotti del settore floro-orto-frutto-vivaistico. Problema sollevato dall’Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani (Uncem), dalle associazioni di categoria, dai sindaci, dalle aziende e dagli appassionati del settore.

Tra questi ultimi il cuneese Adriano Cavallo che, come migliaia di altre persone sul territorio della provincia “Granda” e della regione Piemonte, coltiva l’orto con l’obiettivo di curare e produrre in “proprio” la frutta e la verdura necessaria per la famiglia.

Dicevano: “La stagione del trapianto è in primavera, ma se questo non si può fare la produzione annuale è persa. Le aziende del comparto dovrebbero essere considerate allo stesso modo dei negozi di alimentari e della filiera agricola e agroalimentare.  Perché prima di dare frutti, le piante vanno messe a dimora. Oltre a mandare all’aria il kilometro zero delle colture, molti vivaisti rischieranno il tracollo perché dovranno buttare i prodotti della loro fatica invernale”.

Della difficoltà si era fatto carico il vicepresidente della Commissione Agricoltura in Senato, il cuneese Mino Taricco. Nell’intervista pubblicata da Targatocn martedì 24 marzo (clicca qui)  aveva detto: “Un comparto in sofferenza è quello orto-frutto-floro-vivaistico che deve vendere le sementi e le piantine nel periodo primaverile: altrimenti le deve buttare. Nei precedenti Decreti anti-virus del Governo non era possibile il loro smercio al dettaglio. Su questo aspetto stiamo lavorando perché, attraverso un prossimo Decreto, i prodotti deperibili, come sono le piantine ortofrutticole e quelle dei fiori, vengano equiparate alle merci alimentari. Mi auguro che il tutto si possa risolvere già entro questa settimana”.

E così è stato. Taricco, insieme ad altri suoi colleghi, ha portato il problema all’attenzione del Governo. La risposta che adesso quei prodotti si possono vendere al minuto è arrivata ieri attraverso un chiarimento del Governo consultabile nella foto allegata al termine dell’articolo o al sito sul Covid-19 (clicca qui) alla voce pubblici esercizi e attività commerciali (la risposta è in fondo alle altre domande).

Infatti, l’allegato 1 del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 22 marzo, in cui sono riportate le attività possibili in questo periodo di coronavirus, è stato modificato dal Decreto ministeriale del 25 marzo.      

IL CHIARIMENTO TECNICO DEL GOVERNO

Di seguito quanto riportato ieri, 26 marzo, nel sito del Governo-Presidenza del Consiglio dei Ministri sul Decreto #IoRestoaCasa, domande frequenti sulle misure adottate.   

DOMANDA: Il nuovo Dpcm del 22 marzo prevede che sia sempre consentita l’attività di produzione, trasporto, commercializzazione e consegna, tra l’altro, di prodotti agricoli e alimentari. La vendita di semi, piante e fiori ornamentali, piante in vaso, fertilizzanti, ammendanti e di altri prodotti simili è consentita?   

RISPOSTA: Sì, è consentita, in quanto l’art. 1, comma 1, lettera f), del Dpcm del 22 marzo 2020 ammette espressamente l’attività di produzione, trasporto e commercializzazione di “prodotti agricoli”, consentendo quindi la vendita anche al dettaglio di semi, piante e fiori ornamentali, piante in vaso, fertilizzanti etc. Peraltro tale attività rientra fra quelle produttive e commerciali specificamente comprese nell’allegato 1 dello stesso Dpcm “coltivazioni agricole e produzione di prodotti animali”, con codice ATECO “0.1.”, per le quali è ammessa sia la produzione sia la commercializzazione. Deve conseguentemente considerarsi ammessa l’apertura dei punti di vendita di tali prodotti, ma in ogni caso essa dovrà essere organizzata in modo da assicurare il puntuale rispetto delle norme sanitarie in vigore.  

LA SODDISFAZIONE DEL VICEPRESIDENTE DELLA COMMISSIONE AGRICOLTURA , IL CUNEESE MINO TARICCO  

Sottolinea: “Finalmente, dopo giorni di richieste ai ministeri competenti, con la rappresentazione della complessità del settore e della situazione drammatica nella quale si trova in questo momento in cui produce il 70% del suo fatturato di un anno, il chiarimento ufficiale è uscito ieri, 26 marzo, sul sito Covid-19 del Governo. Semi, piante e fiori ornamentali, piante, piante da frutto, piante in vaso, fertilizzanti, ammendanti per migliorare la composizione dei terreni e altri prodotti simili si possono vendere al dettaglio. Ovviamente con tutte le attenzioni richieste dalle norme sanitarie in vigore. Sono molto soddisfatto per questa buona e  attesa notizia che permette al comparto di ripartire”.  

Sergio Peirone

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