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Solidarietà | 09 marzo 2020, 19:30

La chiesa braidese al tempo del Coronavirus: stop alle Messe, non alla fede. Speciale affidamento alla Madonna dei Fiori

Il parroco don Giorgio Garrone: “Preghiamo dove siamo, in famiglia o anche da soli. Ci stiamo organizzando per la Messa domenicale in streaming”

La chiesa braidese al tempo del Coronavirus: stop alle Messe, non alla fede. Speciale affidamento alla Madonna dei Fiori

Non è certo a cuor leggero che l’Arcidiocesi di Torino ha stabilito la sospensione della celebrazione delle Sante Messe fino al 3 aprile, in osservanza delle indicazioni ministeriali sull’emergenza Coronavirus.

Fermo restando lo stop di ogni attività pastorale, riunione o altro, a carattere diocesano, zonale, parrocchiale con relativa chiusura degli oratori o luoghi parrocchiali a ciò destinati, le altre misure precauzionali riguardano i funerali, che dovranno essere svolti in forma privata con la preghiera di commiato fatta all’aperto, in cimitero; la sospensione della benedizione delle famiglie e la celebrazione del sacramento della riconciliazione, che dovrà avvenire fuori dal confessionale, tenendosi a debita distanza o con idonea mascherina.

Nel documento firmato dal presidente della Conferenza Episcopale Piemontese, monsignor Cesare Nosiglia, si legge pure che i Vescovi e i Sacerdoti ricevono con l’ordinazione la grazia e la missione dell’intercessione per il proprio popolo. Sono, quindi, invitati a celebrare personalmente, mettendo a disposizione strumenti e momenti con i nuovi mezzi della comunicazione per pregare e meditare.

In questi giorni le comunità parrocchiali di Bra hanno risposto all’invito del Pastore della diocesi, che ha invitato anche a lasciar aperte le chiese per aiutare i fedeli a vivere in modo significativo il periodo di Quaresima, tempo di preparazione alla Pasqua, attraverso la preghiera personale.

Spiega il parroco di Sant’Andrea e Sant’Antonino, don Giorgio Garrone: “La sospensione della preghiera comunitaria dell’Eucaristia è una grande privazione, che si verifica solo in un momento di grave pericolo per la salute pubblica, in particolare delle categorie sociali più deboli come gli anziani, ai quali assicuriamo la nostra preghiera in unità di cuori”. Aggiungendo: “Siamo chiamati tutti ad un grande senso di responsabilità. Ognuno faccia la sua parte, rispettando le regole che tutti conosciamo, affinché si possa superare questa contingenza”.

In un momento difficile come quello che si sta vivendo a causa dell’emergenza sanitaria, don Giorgio assicura, insieme a tutti i sacerdoti dell’UP50, di essere vicino ai propri fedeli e alla popolazione intera e lo fa proponendo alternative alla celebrazione dell’Eucaristia: “In questi giorni di Quaresima, prendiamoci del tempo per pregare, là dove siamo, al lavoro, a casa, in famiglia, da soli, riscoprendo il valore della Parola di Dio. Intanto, ci stiamo organizzando per la Messa domenicale in streaming. Questa rinuncia forzata alla liturgia festiva e feriale ci faccia scoprire quanto sia importante l’assemblea dei cristiani e ci spinga in futuro a ritrovarci con gioia e gratitudine”.

Il parroco, infine, esorta a pregare “per i malati, quanti sono colpiti dal Coronavirus e per chi in diversi modi si adopera per limitarne le conseguenze, in particolare il personale sanitario e di ricerca scientifica, oltre che per gli amministratori pubblici, chiamati a prendere importanti decisioni. Mettiamo tutti nelle mani della Madonna dei Fiori, che invito a pregare con il Santo Rosario”.

E sotto la Zizzola è un continuo affidarsi al culto della Beata Vergine dei Fiori in questi giorni di forti preoccupazioni per il Coronavirus.

Alla patrona di Bra è attribuita la salvezza della giovane Egidia Mathis e del piccolo che portava nel grembo, dall’insidia di due masnadieri. Da allora è invocata la sua grandezza con canti e lodi. E, vicino al luogo dell’apparizione, ci sono i mosaici di padre Rupnik, che ci ricordano la storia che risale al 29 dicembre 1336. In suo onore, dove sorgeva l’edicola sacra, fu eretto il santuario antico e poi un nuovo tempio di preghiera, ma la Madonna è solo una, sempre Lei, la stessa che preghiamo anche oggi.

Silvia Gullino

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