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Attualità | 04 marzo 2020, 07:30

I Vigili del Fuoco della Granda aiutano gli orfani di Mananjary, in Madagascar (FOTO)

La sezione cuneese dell’Associazione Nazionale Vvf ha recapitato fondi, utensili, vestiario e giochi ai 130 bimbi ospiti di una struttura nel sud est del Paese africano. Un progetto di solidarietà che suggella una nuova amicizia e guarda già ai prossimi obiettivi

C’è un nuovo fronte tra le diverse, meritorie iniziative benefiche con le quali la sezione di Cuneo dell’Associazione Nazionale Vigili del Fuoco affianca il quotidiano lavoro di tanti effettivi e volontari di stanza nei distaccamenti della Granda.

Il sodalizio, periodicamente impegnato in attività quali le giornate di "Pompieropoli" o le visite nei reparti di pediatria dei diversi ospedali cuneesi, ha ora ampliato i propri orizzonti, portando le proprie insegne a Mananjary, cittadina da 28mila abitanti nel sud est del Madagascar, tra i circa 130 bambini e ragazzi dell’orfanotrofio che da anni rappresenta già l’annuale meta di alcuni privati volontari residenti tra Bra e Pinerolo.

Proprio dalla cittadina della Zizzola arriva Silvio Milanesio - 43 anni, già volontario al distaccamento braidese prima di divenire, alcuni anni addietro, effettivo nella capitale della Langhe – il cui interessamento ha finito per portare i pompieri cuneesi tra i ragazzi del "Catja", la struttura fondata e gestita da Julie Rasoarimanana, volontaria del posto che, trovatasi sola dopo la morte del marito, ha deciso di dedicare la propria esistenza ad aiutare le decine di bimbi (in molti casi gemelli, per le tradizioni religiose di quella regione respinti dalle famiglie), che nella povera realtà del Paese malgascio vengono abbandonati, dando loro una famiglia e la possibilità di frequentare l’asilo, per i più piccoli, e di seguire poi un minimo percorso di studi, tra le mille difficoltà di un contesto che per risorse e possibilità appare lontanissimo a quello cui siamo abituati nel nostro ricco Occidente.   

Venerdì Silvio ha fatto ritorno in Italia dopo 14 giorni trascorsi in quel piccolo mondo fatto di villaggi nei quali le abitazioni sono capanne dal tetto di paglia e prive di qualsiasi servizio, a partire dall’acqua.
"Con la nostra associazione – ci racconta il vigile del fuoco, chiedendoci la cortesia di poter apparire il meno possibile, perché "è l’iniziativa che conta" – ci siamo impegnati per portare al Catja una somma di denaro raccolta tra i colleghi, soldi coi quali l’orfanotrofio potrà acquistare medicine per i propri ospiti. Poi qualche utensile, un trapano, una pompa idraulica, altri banali strumenti da lavoro, capi di vestiario, matite e pennarelli per la scuola e infine qualche giocattolo, come quelli che utilizziamo per le nostre giornate di 'Pompieropoli'. Loro davvero non hanno nulla e qualsiasi strumento, anche usato e desueto, diventa importantissimo per migliorare la quotidiana sopravvivenza in un contesto che per noi è veramente inimmaginabile".
 
Tra le giornate trascorse al "Catja" un momento è stato riservato a fare tra i suoi piccoli ospiti una piccola lezione di prevenzione anti-incendio, mentre una giornata è stata dedicata ai giochi di "Pompieropoli", ovviamente apprezzatissimi dai più piccoli, felicissimi di ricevere il diploma di piccolo Grisù o di costruire insieme ai volontari un carretto che nei loro giochi assumerà le sembianze di una vera e propria autopompa, con tanto di scritte che rimandano ai Vigili del Fuoco cuneesi, testimonianza di un’amicizia appena sbocciata, ma già destinata a consolidarsi negli anni.   

"La nostra intenzione – spiega ancora Milanesio – è di tornare periodicamente a Mananjary, per dare il nostro aiuto ai volontari italiani che da tempo garantiscono a questa realtà un continuo supporto in diversi importanti progetti, senza troppi filtri o intermediazioni".

Al Catja hanno un piccolo allevamento di galline, che dà loro le uova, e ora si punta ad affiancarvene uno bovino, che possa garantire ai bambini anche un approvvigionamento di latte. I Vigili del Fuoco della Granda vorrebbero portarvi estintori da mettere nelle cucine, insieme a quanto riusciranno a raccogliere sulle diverse piazze cuneesi grazie alla vicinanza di privati, enti o organizzazioni che vorranno mettersi in contatto con loro rivolgendosi al Distaccamento di Alba o al Comando provinciale di Cuneo, dove la sezione dell’associazione Vvf ha sede.

"Aiutare gli altri fa parte del nostro modo di essere – si schermisce Silvio –. Ci piacerebbe, nel nostro piccolo e col contributo di chi vorrà supportarci, poter poter allargare la sfera di questo nostro intento ai bimbi del Catja".

Ezio Massucco

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