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Agricoltura | 18 febbraio 2020, 07:30

Il Piemonte e la “Granda” dell’ortofrutta a Fruit Logistica 2020 di Berlino: la più grande vetrina mondiale del settore (FOTO)

Lo stand, il cui allestimento è stato coordinato dall’Associazione Organizzazioni Produttori con il sostegno della Regione, era costituito da 23 espositori. Lo ha visitato la ministra delle Politiche Agricole, Teresa Bellanova. Gli imprenditori saluzzesi del settore Sacchetto e Paschetta sono moderatamente soddisfatti dei risultati ottenuti

Berlino: dallo spazio espositivo del Piemonte allievi e insegnanti dell'Istituto Alberghiero di Mondovì-Barge con, da sinistra: Sergio Lasagna (Consorzio Nocciola Piemonte);  Simone Bernardi (Lagnasco Group);  Domenico Paschetta (Ortofruit Italia e Confcooperative Piemonte ); il consigliere regionale Maurizio Marello; Domenico Sacchetto (Aop Piemonte e Asprofrut)

Berlino: dallo spazio espositivo del Piemonte allievi e insegnanti dell'Istituto Alberghiero di Mondovì-Barge con, da sinistra: Sergio Lasagna (Consorzio Nocciola Piemonte); Simone Bernardi (Lagnasco Group); Domenico Paschetta (Ortofruit Italia e Confcooperative Piemonte ); il consigliere regionale Maurizio Marello; Domenico Sacchetto (Aop Piemonte e Asprofrut)

A Berlino si è svolta Fruit Logistica 2020: la più grande vetrina mondiale dei prodotti ortofrutticoli freschi. Obiettivo dell’iniziativa? Sviluppare idee innovative sulla coltivazione, lavorazione e stoccaggio delle colture e costruire nuovi contatti per la loro vendita.

La rassegna ha visto protagoniste le aziende che rappresentano ogni anello della catena di approvvigionamento: dai coltivatori agli esportatori, agli importatori; dai grossisti ai rivenditori; dagli specialisti nel comparto della riproduzione e della protezione dell’ortofrutta agli esperti in tecnologia e confezionamento; dagli operatori del trasporto e della logistica alle agenzie di marketing, ai prestatori dei servizi di certificazione.

Tema centrale dell’edizione appena terminata è stata la sostenibilità e come la stessa possa migliorare nel tempo. In quale modo? Ad esempio riducendo al minimo il consumo delle risorse naturali e  delle emissioni di biossido di carbonio o progettando metodi di imballaggio che utilizzino materiali alternativi o addirittura organici.

Quest’anno, nonostante il problema coronavirus scoppiato poche settimane prima del via, hanno partecipato 3.200 espositori di 90 Paesi con la presenza di oltre 70.000 operatori del settore provenienti da 135 nazioni. L’Italia era alla fiera con 545 aziende.

Alla manifestazione ha partecipato anche la ministra delle Politiche Agricole, Teresa Bellanova. “La sicurezza alimentare - ha detto all’inaugurazione dello spazio collettivo formato da tre padiglioni “Italy-the Beauty of Quality -  non si tocca e non è merce di scambio per nessun accordo commerciale. E’ un diritto inalienabile dei cittadini. L’Italia vuole mercati aperti con regole certe. I dazi non sono lo strumento del futuro delle relazioni mondiali e quando gli Stati Uniti vorrebbero alzarli sui prodotti della Dieta mediterranea non fanno un danno solo ai nostri produttori, ma danneggiano i loro consumatori. Privandoli di un’alimentazione sana e garantita”.  

IL PIEMONTE E LA PROVINCIA DI CUNEO ALLA KERMESSE

Tra quanti hanno proposto le loro eccellenze alla fiera di Berlino c’era anche il Piemonte nello stand coordinato e allestito dall’Associazione Organizzazioni Produttori (Aop) del presidente Domenico Sacchetto con il supporto collaborativo della Regione.

Sono state esposte tutte le “delizie” ortofrutticole del territorio, in particolare kiwi, pesche, pere, susine, castagne, nocciole con le luci della ribalta accese soprattutto sulla Mela Rossa Cuneo a Indicazione Geografica Protetta. Nello spazio espositivo, visitato dalla ministra Bellanova, hanno esposto le Organizzazioni di Produttori, le aziende e tre Consorzi di Tutela.

Si tratta di 23 strutture tutte con la sede nella provincia “Granda”: Giuseppe Ribotta e Sepo di Revello; Castellino Fratelli di Villanova Mondovì; Ortofruit Italia, Eden Fruit, Rk Product, Rk Growers, Berry Way e Ponso di Saluzzo; Jolly, Giovanni Rivoira, Kiwi Uno, Joint Fruit di Verzuolo; Aurum Fruit, Tuttofrutta Quaranta, Bio Fruit e Sanifrutta di Costigliole Saluzzo; Vm Marketing di Savigliano; Asprofrut e Lagnasco Group di Lagnasco, Consorzi di Tutela della Mela Rossa Cuneo Igp e della Castagna Cuneo Igp e Consorzio della Nocciola Piemonte Igp.  

Inoltre, durante l’iniziativa hanno dato il loro contributo allievi e insegnanti dell’Istituto Alberghiero di Mondovì-Barge cucinando apprezzati piatti piemontesi le cui materie prime necessarie a prepararli sono state fornite da alcune aziende del territorio.  

LE DICHIARAZIONI DI MARELLO, PASCHETTA E SACCHETTO CON UN INTERVENTO DELLA MINISTRA BELLANOVA

La Regione Piemonte è stata rappresentata dal consigliere Maurizio Marello. “Si tratta - ha sottolineato Marello - della più importante fiera dell’ortofrutta al mondo. Il Piemonte primeggia per qualità dei prodotti, per innovazione tecnologica e capacità di stare al passo con un mercato sempre più competitivo fatto di tanti Paesi emergenti. Questo avviene grazie agli imprenditori del settore, alle associazioni e ai consorzi. Occorre che le Istituzioni, compresa la Regione, facciano la loro parte per accompagnare una filiera agricola che è parte essenziale del nostro tessuto economico. Una filiera che è soffocata dalla burocrazia. Semplificazione e sostegno alle giovani generazioni sono i campi in cui dobbiamo fare molto di più e, per tutelare i cittadini, diventano indispensabili maggiori controlli sui prodotti di importazione che, a livello di salubrità e sostenibilità, risultano essere ben al di sotto dei nostri”.

A Berlino c’era Domenico Paschetta, presidente di Ortofruit Italia e di Confcooperative Piemonte. “Essere presenti alla Rassegna mondiale più importante dell’ortofrutta - ha detto Paschetta - con uno spazio espositivo del Piemonte, grazie anche all’appoggio della Regione, ha offerto un’immagine d’insieme che costituisce un valore aggiunto per le nostre produzioni e il nostro territorio. Abbiamo potuto incontrare molti clienti, soprattutto stranieri, spiegando loro i programmi per la prossima campagna estiva. La nostra ortofrutta sta vivendo un periodo difficile in particolare sull’aspetto dei costi produttivi. Dobbiamo puntare, come abbiamo fatto a Berlino, su progetti innovativi dal punto di vista della sostenibilità: una carta da giocare per poter competere rispetto ai concorrenti degli altri Paesi”.

L’Associazione delle Organizzazioni di Produttori Aop, guidata da Domenico Sacchetto, ha fatto da capofila nel progetto. “Abbiamo avuto contatti importanti - racconta Sacchetto grazie ai quali sono stati fatti dei passi in avanti per quanto riguarda l’ortofrutta ancora stoccata nei magazzini e per la vendita delle produzioni di quest’anno. Siamo moderatamente soddisfatti. La nostra punta di diamante è stata e lo sarà anche in futuro la Mela Rossa Cuneo: nell’ultimo periodo, infatti, le nostre aziende ne hanno impiantate un migliaio di ettari. Di conseguenza, avremo una grande produzione e ci sarà bisogno di trovare i canali per commercializzarla nel modo migliore possibile così da garantire il reddito ai produttori. Ma essendo una coltura di elevata qualità può anche rappresentare il traino per farci conoscere e vendere gli altri prodotti a livello mondiale”.

Cosa avete chiesto alla ministra Bellanova? “Di promuovere come Ministero la politica degli accordi bilaterali con l’apertura di nuovi mercati: soprattutto nei Paesi asiatici. La Cina sono diversi anni che esporta le mele in Italia e noi non possiamo farlo da loro. Questo ci penalizza molto. E poi bisogna sbloccare l’embargo della Russia, in vigore dal 2014, sui prodotti ortofrutticoli italiani. Inoltre, le abbiamo domandato di farsi portavoce in Consiglio dei ministri dell’abbassamento dei contributi relativi ai dipendenti che ormai incidono troppo sul costo generale di produzione dell’ortofrutta. Se pensiamo che in Spagna sono più o meno la sesta parte dei nostri, questo ci crea seri problemi e diventa una concorrenza difficile da gestire”.

Sulla prima richiesta la ministra Bellanova ha risposto: “Abbiamo avviato un intervento con l’Istituto per il Commercio con l’Estero in modo da progettare insieme azioni di sistema riguardanti la promozione del made in Italy agroalimentare. Così come stiamo lavorando a testa bassa per aprire nuovi mercati, rimuovendo le barriere esistenti. Non è un’opera facile e, soprattutto, rapida come vorremmo. Spingeremo al massimo su tutti i dossier: dal kiwi alle mele, alle pere e a tutti i prodotti per i quali possiamo garantire nuovi spazi. In particolare su quei mercati dalle grandi potenzialità come il Messico, la Colombia, il Vietnam e la stessa Cina: nonostante quest’ultimo Paese stia vivendo in questo periodo una fase piuttosto difficile”.                  

Sergio Peirone

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