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Politica | 12 febbraio 2020, 16:21

Flavio Gastaldi tra i “costituenti” della nuova Lega Piemonte

Il deputato di Genola è stato chiamato da Salvini a far parte del nuovo vertice regionale. Finisce definitivamente in soffitta l’era di Umberto Bossi. In prospettiva, si andranno anche a definire i nuovi assetti di potere del partito in provincia di Cuneo. Domani il leader massimo arriva a Torino

Flavio Gastaldi e Riccardo Molinari

Flavio Gastaldi e Riccardo Molinari

C’è anche il giovane deputato Flavio Gastaldi, sindaco di Genola, tra i cinque “costituenti” della nuova Lega piemontese che domani, durante la visita di Matteo Salvini a Torino, riceverà l’investitura ufficiale.

L’atto notarile, che archivia definitivamente la “Lega Piemont”, vede le firme del segretario regionale e capogruppo alla Camera, Riccardo Molinari, e dei parlamentari Alberto Gusmeroli, Alessandro Giglio Vigna, Andrea Giaccone e appunto Flavio Gastaldi, unico cuneese.

I nomi sono stati scelti da Salvini in persona che, infatti, lunedì mi ha chiamato d’urgenza a Milano per firmare. Per questa ragione – aggiunge – non ho potuto essere presente a Ceva al presidio in difesa del distaccamento della Polizia Stradale”.

Di più l’ex segretario dei Giovani Padani non dice, ma si tratta indubbiamente di una promozione per la sua stretta vicinanza a Molinari, che lo ha voluto candidato nel collegio uninominale alle elezioni politiche del 2018.

Il nuovo corso della Lega in terra subalpina è la conseguenza del percorso avviato da Salvini nel congresso di Milano di dicembre per uscire dall’impasse dei 49 milioni di euro di cui la magistratura ha chiesto conto alla vecchia Lega Nord.  Non solo. E’ anche una precisa scelta politica che il leader ha voluto, personalizzando il partito per portarlo ad essere forza nazionale e non più soltanto del Nord.

Quali le ricadute nella Granda? Nell’immediato probabilmente nessuna, anche se è innegabile che Gastaldi col nuovo incarico diventa il plenipotenziario di Salvini-Molinari sul territorio. Finora la Lega cuneese, per quanto all’apparenza formalmente compatta, si è retta sulla diarchia Bergesio-Gastaldi.

Così è stato, ad esempio, nell’ultima tornata elettorale, dove – è risaputo - i due consiglieri regionali, Paolo Demarchi e Matteo Gagliasso, sono stati scelti rispettivamente dai due parlamentari. Diverso è il caso dell’assessore regionale alla Sanità, Luigi Genesio Icardi, il quale ha potuto permettersi di giocare la sua partita quasi in proprio.

Il senatore Giorgio Maria Bergesio, la cui candidatura a Palazzo Madama è stata sponsorizzata dal vicepresidente del Senato, Roberto Calderoli, ha sempre fatto asse, oltre che con Demarchi (fin dai tempi in cui il giovane saluzzese era stato designato capogruppo in Provincia), anche con l’ex presidente della Provincia ed ora europarlamentare Gianna Gancia.

Bergesio resta l’uomo più potente del partito nel Cuneese, non solo perché segretario provinciale ma anche perché il suo cursus honorum (sindaco di Cervere e poi presidente del Consiglio provinciale) lo rende, rispetto a Gastaldi, politico di più vasta esperienza. Non sarà, dunque, tanto la nuova segreteria provinciale ad essere al centro dei giochi, quanto piuttosto, in prospettiva, i seggi di Camera e Senato. 

Quando, infatti, si tratterà di scegliere le prossime candidature e il numero dei parlamentari si sarà di molto assottigliato (nessuno crede che il Referendum del 29 marzo possa rimettere in discussione il taglio), la lotta si farà interessante.

Giampaolo Testa

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