Economia - 31 gennaio 2020, 08:14

Lampade di emergenza: cosa c’è da sapere

In tanti sottovalutano la loro importanza eppure le lampade di emergenza possono fare molto di più che evitare di restare al buio quando manca la corrente durante un temporale

Fate un esperimento: provate a domandare a dieci persone se ritengono utili le lampade di emergenza. Con buona probabilità otterrete dieci risposte affermative. Una lampada di emergenza è certamente comoda quando va via la corrente ma magari non avete pensato che può salvare delle vite. Eh sì, immaginate l’improvviso buio e la necessità scappare. Già il panico complica le cose ma, se siete impossibilitati a vedere, potreste inciampare, rompervi una gamba e non poter guadagnare l’uscita. Questo è solo uno dei possibili scenari disastrosi.

Eppure, nonostante l’evidente utilità e importanza delle lampade di emergenza, il mercato non cresce come dovrebbe, sintomo che ancora non c’è la necessaria sensibilità e consapevolezza verso la questione. Siamo pronti a dotare la casa e noi stessi di qualsiasi diavoleria elettronica, non sappiamo più vivere senza assistente vocale eppure non ci preoccupiamo di installare una cosa utile come una lampada che si accenda in caso di ammanco di corrente.

Nuove opportunità per gli operatori del mercato

Abbiamo detto che la crescita del settore c’è ma è lenta. Ma da dove arrivano le opportunità per gli operatori? Sicuramente dalle norme antincendio e di sicurezza che sono diventate più severe e la costruzione di edifici destinati a uso ufficio o comunque aziendale, scuole, ospedali ecc. che appunto devono attenersi alle normative in materia di sicurezza.

Il discorso cambia per le case private dove non c’è la stessa attenzione e dove appunto non è previsto alcun obbligo di legge. Ma visto che ci siamo, andiamo a vedere con maggior precisione cosa dicono le normative vigenti.

Negli edifici adibiti allo svolgimento di attività professionali

Negli edifici dove si eseguono attività professionali devono essere installati due tipi di lampade di emergenza: quelle antipanico e quelle di evacuazione. La prime sono necessarie a individuare le vie di fuga in caso di necessità. Lampade del genere hanno lo scopo non solo di indirizzare l’uscita ma anche evitare il caos che si genererebbe in caso di gente che scappa senza sapere esattamente dove andare.

La differenza con le lampade di evacuazione è sottile ma c’è; queste illuminano la direzione delle uscite di emergenza e la presenza di eventuali ostacoli. Le lampade adibite all’illuminazione delle zone di calpestio devono avere un flusso luminoso di 2 lux; valore che sale a 5 per le porte e le scale.

I tipi di lampade di emergenza

Ma quali sono i tipi di lampade di emergenza? Attualmente esistono tre modelli che sono SA, SE e SL. Vediamo quali sono le principali caratteristiche che le contraddistinguono. Le lampade SA sono permanenti nel senso che la luce è accesa anche in condizioni di normalità, quindi che ci sia o meno la corrente elettrica oppure anche in assenza di pericolo. Queste luci servono a illuminare le vie di fuga. La lampada SE, invece, non è permanente ed entra in funzione quando manca la corrente elettrica. Quanto alle lampade SL hanno un alimentatore che accende la luce con tensione compresa tra 160 e 240 Vac.

I controlli necessari

Le lampade di emergenza devono funzionare sempre, ecco perché vanno sottoposte a controllo e manutenzione. Dove la loro presenza è prevista per legge, un operatore specializzato deve eseguire un controllo semestrale per accertare il corretto funzionamento. Una volta all’anno va controllata l’autonomia delle lampade. Ad ogni modo bisogna attenersi alle direttive del costruttore, che potrebbero anche prevedere controlli più frequenti.