Non è bastato il Giorno della Memoria per fermare i sentimenti di odio e di intolleranza, che si sono manifestati anche a Bra. Il mattino dopo il 27 gennaio, la città si è svegliata con una brutta ferita. La facciata d’ingresso dell’ex Caserma Trevisan, in via Umberto, è stata imbrattata con una scritta inneggiante al nazismo.
Un’offesa alla città e all’ex casa degli Alpini che, fino al 1975 e nel corso di quasi 100 anni di storia, ha visto passare al suo interno oltre 100mila commilitoni che arrivavano a Bra per il Car.
Il vile gesto giunge alla distanza esatta di un mese dal raid in Largo della Resistenza del 28 dicembre, terminato con il furto del tricolore dal pennone vicino al monumento dedicato al periodo della Seconda Guerra Mondiale in cui si lottava per la libertà e la democrazia.
In quella situazione il sindaco Gianni Fogliato aveva espresso sdegno e condanna sull’accaduto, ricevendo anche la solidarietà da parte del primo cittadino di Alba, Carlo Bo, che la estendeva, al contempo a tutti i braidesi.
Ora il blitz alla Trevisan, attualmente sede del Centro Incontro Comunale, del Gruppo Guardia di Finanza e della Sottosezione della Polizia Stradale. C’è da augurarsi che questi graffiti di stampo nazista, apparsi sotto il pannello riportante la descrizione dell’edificio militare data da Giovanni Arpino nel suo “Regina di cuoi”, vengano rimossi.