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Attualità | 27 novembre 2019, 16:27

“Stato di emergenza per la provincia”: l'appello dei parlamentari cuneesi (VIDEO E FOTO)

Bergesio, Perosino, Ciaburro, Costa e Gastaldi hanno convocato una conferenza stampa in Senato per chiedere fondi immediati al governo per il post alluvione

“Stato di emergenza per la provincia”: l'appello dei parlamentari cuneesi (VIDEO E FOTO)

"Prendiamo a prestito le parole del governatore Cirio: quello del sud Piemonte è un vero e proprio bollettino di guerra".

È questo l'accorato grido d'allarme che i parlamentari cuneesi di centrodestra hanno lanciato dopo la violenta alluvione di cui il territorio è stato vittima nello scorso fine settimana.

Bergesio, Perosino, Ciaburro, Costa e Gastaldi hanno convocato questa mattina in Senato una conferenza stampa per lanciare un appello al governo: "Lo chiediamo al presidente Conte ma anche al ministro Dadone, che è proprio un nostro conterraneo: dichiarino lo stato di emergenza per la Provincia granda", tuona il leghista Bergesio. "L'esecutivo ha l'occasione di lanciare un segnale forte, perché abbiamo bisogno di aiuto e sostegno".

Dagli eletti cuneesi giunge il ringraziamento alla macchina dei soccorsi, che hanno dato una mano fondamentale nella gestione della calamità: "Dai volontari alla protezione civile, dall'Aib alla prefettura", elencano in coro Gastaldi e Ciaburro. Ma ciò non toglie che i danni provocati dalle frane e dalle esondazioni sono stati purtroppo ingenti, tanto alle abitazioni quanto alle imprese: "Senza dimenticare le coltivazioni, per le quali Coldiretti ha stimato 14 milioni di euro di conseguenze negative", aggiunge Gastaldi.

Il risultato è che la Provincia, il cui bilancio è già stato martoriato dai tagli negli ultimi anni, si ritrovi senza i fondi adeguati per far fronte ai rimborsi e agli interventi di ricostruzione: "Prima dell'alluvione i capitoli di spesa per la manutenzione ordinaria delle strade erano già a zero", sottolinea Perosino. "Di fronte a questa oggettiva difficoltà chiediamo finanziamenti immediati, il dimezzamento dei tagli alle entrate proprie della Provincia, che assommano a 12 milioni, e interventi in conto capitale per 40 milioni nei prossimi due anni. Pur rispettando i problemi di tutti, stavolta la situazione è di una gravità assoluta".

Anche perché la frana sull'autostrada A6 si assomma ad una serie di ritardi inaccettabili che già si facevano sentire sul completamento delle infrastrutture: "Pensiamo alla Cuneo-Asti, al Tenda bis, alle tangenziali di Fossano e Demonte", ricorda Costa. "Questo crea dei danni concorrenziali per le nostre aziende. Occorre rilanciare un grande programma infrastrutturale complessivo, con date e tempi certi, e il governo è chiamato a trovare le risorse".

Altrimenti la viabilità della provincia di Cuneo resterà completamente bloccata, facendola diventare, come sintetizza efficacemente Ciaburro, "la terza isola d'Italia". Ora si attende la risposta del governo Conte a questo appello dei deputati e dei senatori cuneesi. Che, dal canto loro, promettono battaglia in aula già dai prossimi giorni, quando andranno in discussione gli emendamenti alla legge di bilancio, alcuni dei quali presentati proprio da loro a beneficio del territorio.

Fabrizio Corgnati

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