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Economia | 26 novembre 2019, 16:26

La banca della gente: in Banca d'Alba la presentazione del libro di Francesco Liberati (VIDEO)

Il presidente della BCC di Roma nella capitale delle Langhe, con i vertici del credito cooperativo italiano, ha dialogato con il suo omologo albese, Tino Cornaglia, sul modello "differente" di fare banca

Il presidente della BCC di Roma, Francesco Liberati

Il presidente della BCC di Roma, Francesco Liberati

"In un mondo globalizzato, dove le distanze e le barriere temporali sono annullate, sono certo che il nostro modello cooperativo contniuerà a essere capace di dare risposte concrete attraverso la solidarietà, la mutualità e il localismo, nostri valori perenni. In questo contesto, e all'interno del nuovo Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea, si colloca oggi la presenza e l'attività della nostra Banca, radicata sul territorio e aperta al mondo, che guarda avanti per progredire nella mutualità creditizia e nell'efficienza d'impresa. In questo modo vogliamo e dobbiamo proseguire la nostra storica azione di sostegno economico e sociale alle comunità di riferimento".

Sono parole di Francesco Liberati, storico presidente della BCC di Roma, ospite nella mattinata di oggi - martedì 26 novembre - a Palazzo Banca d’Alba, per la presentazione del suo libro "La banca della gente". Accento differente, ma potrebbero tranquillamente essere parole del suo omologo piemontese Tino Cornaglia, presidente di Banca d'Alba, con il quale Liberati ha dialogato di fronte a una platea ristretta di invitati selezionati.

Liberati ha raccontato le vicende della Banca, che in 65 anni da un solo piccolo sportello in un'autorimessa nell'estrema periferia romana, in borgata Finocchio, è arrivata ad essere oggi la maggiore Banca di Credito Cooperativo d'Italia per dimensioni e mezzi, seconda solo a Banca d'Alba per numero di Soci (35.000 contro i 58.000 dell'istituto di credito cooperativo albese).

Nel libro si raccontano 65 anni di storie di vita di persone semplici dell'Italia del secondo dopoguerra, come il signor Tozzo, e di figure come Pietro Campilli ed Enzo Badioli, uomini che in modo diverso sono stati punti di riferimento del credito cooperativo nel nostro Paese.L'opera vuole essere anche un invito all'ottimismo in tempi difficili come i nostri, un'esortazione a impegnarsi e a non darsi per vinti, con la consapevolezza che il lavoro, fatto con serietà e capacità di visione, paga sempre.

Il titolo “La banca della gente” (espressione mutuata dal sociologo Giuseppe De Rita) rappresenta un concetto fondante del Credito Cooperativo e accomuna la BCC di Roma alla Banca d’Alba, che pur insistendo su territori profondamente diversi, sono accomunate dal servizio alle persone e dal sostegno all’economia locale. 
Banca d’Alba e BCC Roma sono inoltre le due principali realtà del Gruppo Bancario Cooperativo ICCREA (terzo gruppo bancario in Italia), presente all’evento con il suo presidente Giuseppe Maino e il suo direttore generale Mauro Pastore. All'incontro hanno offerto la loro testimonianza sul libro anche il presidente onorario di Banca d'Alba, Felice Cerruti ("La nostra, come a Roma, è la banca al servizio del socio e della gente") e Alessandro Azzi, già Presidente di Federcasse, che ha ripreso la lectio magistralis di Enrico Letta all'assemblea di Federcasse per parlare dell'attuale contesto dell'Europa, contraddistinta da "pace, prosperità e pessimismo, soprattutto per le giovani generazioni", con un auspicio perché venga valorizzata l'impronta identitaria e differente delle BCC, il cui acronimo potrebbe anche essere letto come "banche contro corrente".

A chiudere l'incontro, la tradizionale consegna dei melograni, simbolo del credito cooperativo, a opera del socio Pietro Bongiovanni.

Pietro Ramunno

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