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Attualità | 26 novembre 2019, 15:56

Terremoto in Albania: la testimonianza di due cuneesi

"Una scossa terrificante, sembrava cedessero i muri" ha raccontato il giornalista cuneese Alessandro Zorgniotti che da 5 anni vive a Tirana. Nella capitale vive anche Timmy Buza, albanese di nascita ma cresciuto a Cuneo: “Sto bene, ma lo spavento è stato davvero tantissimo”

Terremoto in Albania: la testimonianza di due cuneesi


"Erano poco meno delle 4 di questa mattina, quando l'appartamento dove vivo, al quinto piano di un palazzo recente, ha iniziato a tremare sempre più forte per alcuni, lunghissimi secondi. Sembrava che i muri dovessero cedere. Già a settembre si era verificato uno sciame sismico, ma di più bassa intensità, senza conseguenze umane gravi e per lo più nel corso del pomeriggio, quindi in quell'occasione si erano potute gestire le situazioni di panico. Circostanza che non è stata possibile stanotte, a causa della maggiore prepotenza del terremoto e dell'ora in cui è avvenuto causando allarme sociale e non consentendo a moltissime persone di correre subito ai ripari".

Alessandro Zorgniotti, giornalista di origini cuneesi, da 5 anni vive e lavora in Albania, nella capitale Tirana. Qui, è stato testimone diretto dell'evento calamitoso che ha funestato, soprattutto, la città di Durazzo, lo strategico polo portuale e balneare situato 30 chilometri più a Ovest e affacciato sull'Adriatico, praticamente a 70 km in linea d'aria dalla Puglia.

"Tirana ha vissuto scene notturne di paura diffusa, soprattutto fra donne, bambini e anziani. Anche perché la scossa principale è stata nettamente superiore al sesto grado. Ma è a Durazzo, Kruja e in alcuni paesi del centro-nord che le conseguenze umane e materiali presentano un bilancio drammatico e in alcuni casi irreparabile. Alcuni bollettini provvisori parlano addirittura di 12 vittime - tra queste, una nonna morta per salvare il proprio nipotino - e di 300 feriti. Adesso è ancora troppo presto per stilare bilanci finali, e ogni numero rischia di venire strumentalizzato in un senso o in un altro, mentre questo deve essere il momento dell'unità degli intenti e degli interventi istituzionali e amministrativi direttamente nei luoghi devastati, e mi pare che la politica Albanese, a partire dal presidente della Repubblica Ilir Meta, stia offrendo un buon esempio".

Al momento, non risultano cittadini italiani coinvolti dagli effetti del sisma, ma il ministero degli Esteri resta allertato in ragione del comunque importante numero di nostri Connazionali, fra residenti e turisti, che si trovano in Albania.

A Tirana c'è anche Timmy Buza, 26 anni. Albanese di nascita ma cresciuto a Cuneo, dove vive la sua famiglia. Il giovane è tornato a Tirana per studiare Odontoiatria: “Sto bene, ma lo spavento è stato davvero tantissimo”.

redazione

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