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Cronaca | 30 ottobre 2019, 13:12

Santona di Borgo San Dalmazzo: assolti i familiari di Graziella Giraudo

La donna era stata trovata mummificata 17 anni dopo la sua morte. I fedeli credevano potesse risorgere

Santona di Borgo San Dalmazzo: assolti i familiari di Graziella Giraudo

La Corte d'appello di Torino ha assolto “per non aver commesso il fatto” Aldo e Alfio Pepino, rispettivamente marito e figlio di Graziella Giraudo, la santona di Borgo San Dalmazzo trovata mummificata il 27 ottobre 2013, diciassette anni dopo la sua morte, avvenuta per cause naturali.  I giudici di secondo grado hanno quindi accolto la richiesta dell’avvocato difensore Michele Forneris, dopo che in primo grado il Tribunale di Saluzzo aveva condannato i Pepino a un anno e Elda Allinio, sorella del genero della santona (accusata di favoreggiamento) a 4 mesi di reclusione. Gli altri familiari imputati, Valerio Allinio e Dianora Pepino, genero e nuora di Graziella Giraudo, che vivevano vicino alla villetta dove fu rinvenuto il cadavere, avevano già patteggiato una pena di un anno.

“Bisognerà leggere le motivazioni della sentenza - spiega Forneris dopo la lettura del dispositivo - ma intanto è stata riconosciuta la natura istantanea del reato, ciò significa che tutto quello che è successo dopo la morte della donna è stato giudicato non rilevante”.

Di Graziella Giraudo non si avevano notizie dalla metà degli anni Novanta, quando lasciò marito e figlio per andare a vivere con la consuocera Rosa Giraudo. Nel corso degli anni la donna, giudicata una guaritrice, aveva richiamato l’attenzione di numerosi fedeli che giungevano da tutta Italia per incontrarla. La svolta nel 2013, quando alla morte di Rosa, in una stanza dell’alloggio chiusa a chiave, i carabinieri trovano il cadavere mummificato e con la mano in segno di benedizione della santona, che i fedeli pensavano potesse risorgere.

Marco Panzarella

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