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Attualità | 29 ottobre 2019, 16:42

Bufera "Sereni Orizzonti", controllate 12 strutture dalla Regione Piemonte

A fornire i dati l'assessore Caucino, replicando alla consigliera Frediani (M5S). L'esponente della Giunta Cirio ha poi promesso miglioramenti nell'assetto delle commissioni di vigilanza

Foto di repertorio

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Nel 2018 e nei primi sei mesi del 2019 la Regione ha controllato 12 strutture, sulle 29 presenti in Piemonte, di “Sereni Orizzonti”, la società finita la scorsa settimana al centro di una bufera giudiziaria. Gli 8 presidi per minori – 4 comunità riabilitative psicosociali e 4 terapeutiche – sono finite sotto la lente anche dalla Procura minorile.

A fornire i dati in Consiglio Regionale l’assessore regionale alle politiche della Famiglia Chiara Caucino, in risposta all’interrogazione della capogruppo M5S Francesca Frediani.

La scorsa settimana Massimo Blasoni, fondatore della “Sereni Orizzoni”, è stato arrestato. L’operazione condotta dalla Finanza di Udine, coordinata dalla Procura, ha portato all’emissione di 9 misure cautelari. Secondo l’accusa Blasoni e gli altri indagati "comprimevano al massimo il costo del personale", di fatto offrendo prestazioni assistenziali inferiori rispetto a ciò che sarebbe dovuto essere garantito dalle rette.

Nella nostra regione, come ha ricordato Frediani, erano già stati registrati problemi gravi in diverse strutture: nel 2016 episodi di violenza a Borgo d’Ale, mentre a Biella le Fiamme Gialle aveva riscontrato irregolarità per 311 dipendenti.

Caucino ha promesso che la Regione procederà a migliorare l’assetto delle Commissioni di Vigilanza, insieme all’assessore alla Sanità, con l’obiettivo di avere entro fino 2019 “un primo pacchetto di provvedimenti sul tema, in modo che si restituisca maggior operatività alle vigilanze territoriali”.

"Sereni Orizzonti" gestisce 5.900 posti letti e occupa 3.000 dipendenti, quasi tutte donne, operando in un'ottantina di strutture per anziani – oltre che in 10 comunità minorili – in diverse regioni d’Italia, per un giro d'affari che sfiora i 200 milioni di euro. Tante di queste sono in Piemonte e cinque in provincia di Cuneo: a Manta, Lequio Tanaro, Bra, Dogliani e Rocchetta Belbo.

Cinzia Gatti

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