Alba - 30 settembre 2019, 10:46

I “Fratelli” affilano i coltelli per far valere le loro ragioni nel centrodestra

Pronto un patto generazionale, il cui garante in terra cuneese, è il consigliere regionale Paolo Bongioanni. Obiettivo: mettere all’angolo Forza Italia, approfittando della sua attuale debolezza, mediante un patto con la Lega

 

Forti dei sondaggi che a livello nazionale li danno in vantaggio di quasi due punti percentuali su Forza Italia, i Fratelli d’Italia preparano la loro offensiva anche nel Cuneese.

E’ ormai un lontano ricordo la dèbacle alle amministrative di Cuneo di due anni fa, quando i “Fratelli” si fecero superare dai “cugini” di Casapound.

E’ vero che alle recenti comunali del 26 maggio FdI, nella Granda, non ha fatto furore, ma i dati delle europee e ancor più l’elezione di un proprio rappresentante in Regione, Paolo Bongioanni, hanno galvanizzato non solo i dirigenti, ma anche militanti e simpatizzanti, i quali – come nel caso della recente inaugurazione della sezione di Saluzzo (la prima di Fratelli d’Italia nel Cuneese) – d’ora in poi non accetteranno più di sedersi al tavolo del centrodestra in veste di comprimari.

La sensazione che si ha è che l’arrivo di Bongioanni abbia aperto la strada ad una nuova generazione che ha già i suoi epigoni ad Alba in Emanuele Bolla, a Bra in Roberto Russo, a Savigliano in Marco Buttieri e a Saluzzo in Paolo Radosta.

Manca all’appello ancora Cuneo, ma se la manovra di accerchiamento funzionerà, prima o poi si troverà qualcuno disposto ad affiancare Massimo Garnero, oggi unico consigliere comunale, eletto in Forza Italia ma subito trasmigrato in FdI sulle orme della più celebre sorella, la senatrice Daniela Garnero Santanchè.

L’acquisto dell’ex direttore dell’Atl, che aveva fatto storcere il naso alla vecchia guardia, sta producendo i suoi primi effetti, andando ben oltre Fiuggi e superando ciò che resta di Alleanza Nazionale.

Paolo Chiarenza cerca in ogni modo di tenere accesa la fiamma, ma il pragmatismo dei giovani leoni che premono alle porte lo sta sovrastando.

Nel partito di Giorgia Meloni convivono ancora nel Cuneese le due anime, quella post-fascista e quella di nuova generazione che guarda al numero due del partito, Guido Crosetto, le cui radici – come è noto - sono geograficamente cuneesi e politicamente democristiane.

L’attuale coordinatore provinciale, William Casoni, potrebbe a breve lasciare la guida del partito a qualche giovane emergente.

Si sussurra che da Bra, sulla scorta di un patto generazionale di cui si farebbe garante lo stesso Bongioanni, sia pronto al grande balzo Roberto Russo.

Cruciale sarà, a questo punto, la posizione della deputata Monica Ciaburro, unica parlamentare cuneese.

Sempre che nel frattempo non intervengano novità dall’esterno.

Non è infatti un mistero che nel corso dell’estate il segretario regionale Fabrizio Comba abbia avuto ripetuti incontri con esponenti cuneesi di Forza Italia (non di seconda fila) di ieri e di oggi, pronti alla migrazione.

I “Fratelli”, qualsiasi saranno i futuri assetti interni, affilano comunque i coltelli decisi a strappare una loro candidatura in almeno uno dei due collegi uninominali toccati nel 2018 a Forza Italia.

Questo è il tacito patto che intendono proporre alla Lega per mettere all’angolo il partito del Cavaliere, alle prese con una crisi senza precedenti.

FI annovera oggi due parlamentari, il deputato monregalese Enrico Costa, e il senatore di Priocca d’Alba, Marco Perosino, eletti entrambi lo scorso anno in collegi maggioritari.

 

Giampaolo Testa