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Politica | 26 settembre 2019, 12:38

In Senato Taricco mima l'inciucio tra il centrodestra e la Casellati, che sbotta: "Lei non si permetta, è un maleducato!"

La bagarre è scoppiata intorno alla mancata calendarizzazione della mozione sul clima avanzata dal senatore Calderoli. Scuse da parte del senatore Pd Marcucci: "Se qualcuno dei nostri senatori l'ha offesa, le chiedo scusa a nome di tutti loro. Però, attenzione, signor presidente: lei si sta prestando - probabilmente in maniera involontaria - a un gioco pericoloso per le Istituzioni e per la democrazia"

La presidente Casellati riprende il gesto del senatore Taricco

La presidente Casellati riprende il gesto del senatore Taricco

Bagarre al Senato sulla proposta di calendarizzazione di una mozione sul clima. Nella seduta di ieri, 25 settembre 2019, il leghista Roberto Calderoli - richiamando l'Assemblea generale dell'ONU a New York e l'allarme sul ghiacciaio del Monte Bianco - ne ha chiesto l'immediata calendarizzazione.

Richiesta rigettata dalla presidenza del Senato, in quel momento affidata alla senatrice Anna Rossomando, che non ha ravvisato il carattere di sopravvenienza e urgenza.

Ne è nata una discussione dai toni, a tratti accesi, su questioni meramente tecniche di regolamento.

La bagarre vera e propria è scoppiata al momento della richiesta di votazione palese proposta dalla presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati, subentrata alla Rossomando.

Dura la presa di posizione del senatore cuneese Mino Taricco che - a microfono spento ma registrato nel resoconto stenografico del Senato - ha urlato: “È assurdo! È una follia! Se si vota, abbandoniamo l'Aula. Si vergogni!”

A far infuriare la presidente Casellati però è stato il gesto di Taricco, che avrebbe mimato una sorta di inciucio tra la presidente e i banchi del centrodestra, urlando “Siete d'accordo”.

Gesto ripreso dalla stessa Casellati che ha risposto per le rime al senatore Taricco: “Lei non si permetta, perché le istituzioni non si offendono mai, qualunque sia la posizione. Lei è un maleducato! Si sieda. Lei può esprimere quello che vuole con educazione. Si sieda. La richiamo all'ordine! Basta! Lei ha offeso! Rispetti le istituzioni come io rispetto lei. Si può essere d'accordo o meno, ma lo si esprime con educazione e con rispetto, come io ho rispettato tutti!

Non le permetto di insinuare niente, ha capito? Non permetto a lei e a nessun altro di insinuare niente! Senatore Marcucci, lei ha visto il gesto del senatore? Io non faccio comunella con nessun altro che con me stessa, ha capito? E non ho niente di cui vergognarmi! Io la invito al rispetto, che è la prima condizione per quest'Aula, delle opinioni di tutti. D'accordo?”

Le scuse dai banchi del Pd sono giunte nell'intervento del senatore capogruppo PD Andrea Marcucci: “Signor presidente, lei non può permettere a un singolo senatore, tanto più se vicepresidente del Senato, di prendere in giro e umiliare la Presidenza, l'Assemblea, il nostro Regolamento.

L'aggravante è che lo ha fatto ridicolizzando - questa è la conseguenza oggettiva - anche il corretto e attento operato del vicepresidente che la rappresentava. Lei, signor presidente, sta creando dei precedenti a favore di chi non vuole permettere a questa Assemblea di lavorare.

Non so se lo sta facendo con coscienza o meno. Se qualcuno dei nostri senatori l'ha offesa, le chiedo scusa a nome di tutti loro. Però, attenzione, signor presidente: lei si sta prestando - probabilmente in maniera involontaria - a un gioco pericoloso per le istituzioni e per la democrazia.

Lo tenga presente”.

Bertola - Mazzariello

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