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Cronaca | 24 settembre 2019, 20:50

Negato il porto d'armi alla figlia dello “sciamano”, il Tar del Piemonte dà ragione alla Questura di Cuneo

All'uomo, guaritore cuneese con precedenti penali, era stata rifiutata tre volte la licenza. Secondo i poliziotti, la richiesta della figlia era pilotata dal padre che avrebbe usufruito del suo porto d'armi

Immagine di repertorio

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Anche il Tar del Piemonte ha negato il porto d'armi da caccia alla figlia dello “sciamano”, un guaritore cuneese con precedenti penali.

Oggi, martedì 24 settembre, il tribunale amministrativo regionale ha respinto il ricorso del legale Mirella Miano e confermato la decisione della Questura di Cuneo, presa nel novembre 2018.

Dopo il terzo rifiuto a concedere il porto d'armi al padre (proprio per i precedenti penali), era arrivata la richiesta a nome della figlia diciottenne. Una pratica a cui l'uomo teneva molto, tanto da andare a chiedere informazioni di persona in Questura. Per poi arrabbiarsi di fronte all'ennesimo diniego. Secondo i poliziotti, la richiesta della figlia era pilotata dal padre che avrebbe usufruito del suo porto d'armi.

La sentenza del Tar verrà impugnata dall'avvocato Miano.

 

redazione

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