A Cherasco la situazione più grave, con lo smottamento che ha costretto alla parziale chiusura della Sp 661 ai piedi del paese (leggi qui). Poi disagi anche a Diano d’Alba e a Santo Stefano Belbo, in entrambi i casi per effetti dei detriti che, scesi dalla collina, sono andati a depositarsi sulla sede stradale.
Se nei centri maggiormente colpiti – Alba e Grinzane Cavour – gli effetti del nubifragio di ieri sulla viabilità hanno interessato principalmente la rete stradale interna ai due comuni, sono queste le principali criticità che hanno interessato il fitto reticolo di provinciali che interessano la zona di Langhe e Roero.
A confermarlo il comparto Viabilità della Provincia, questa mattina mobilitato per rispondere alle decine di segnalazioni provenienti dal vasto territorio investito dal nubifragio abbattutosi sulla zona nella serata di ieri, giovedì 6 settembre.
Mentre a Cherasco il cedimento della strada è imputabile alla rottura della condotta fognaria andata in pressione, lungo la fondovalle della Valle Belbo gli operai della Provincia sono dovuti intervenire per rimuovere dal fondo stradale la grande massa di terra e pietrisco portati a valle dalle strade comunali e vicinali.
Fortunamente – si spiega da Cuneo –, pur nella limitatezza delle risorse a disposizione dell’ente, la regolare manutenzione delle cuneette lungo le numerose strade provinciali era stata fatta con regolarità, anche se dopo l’evento di ieri si imporrà un nuovo radicale intervento di pulizia, che ora richiederà nuove risorse.
Purtroppo – è un’evidenza facilmente verificabile – la stessa operazione non viene spesso compiuta presso numerose strade comunali, interpoderali e vicinali, come anche nei fondi agricoli, dove i fossi di confine sono stati quasi dappertutto coperti, dove quelli ancora presenti non vengono correttamente ripuliti dai materiali che periodicamente vi si depositano e dove ormai è uso ripulire i terreni con continue arature e fresature.
Una problematica ricorrente questa, che richiama l’annoso tema di una insufficiente manutenzione di tutta la rete di fossi e scoli che dovrebbero adempiere a un corretto deflusso delle acque.
Una mancanza che, al netto dell’eccezionalità delle precipitazioni che ormai interessano con sempre maggiore frequenza anche le nostre latitudini, tocca vari livelli di responsabilità, richiamando la necessità di un impegno comune per la difesa del territorio che investa pubblico e privato: dai conduttori dei fondi agricoli agli enti locali responsabili della manutenzione strade ai diversi livelli.