/ Cronaca

Cronaca | 07 luglio 2019, 14:50

"Da mesi quell'uomo tormentava Marco. Io glielo avevo detto: fai attenzione"

Parla un'amica del commerciante ucciso nel suo negozio da un suo ex socio. "Mi aveva parlato di lui e sapendolo in difficoltà, pensava addirittura di aiutarlo".

"Da mesi quell'uomo tormentava Marco. Io glielo avevo detto: fai attenzione"

“Io glielo avevo detto: Marco, fai attenzione, quella persona è esaurita, potrebbe perdere la lucidità e fare qualsiasi cosa. Non sottovalutarlo, stai attento”.

A pronunciare queste parole, con un filo di voce e le lacrime agli occhi è Elena Paschetta, immobiliarista di Cuneo e amica di vecchia data di Marco Deangelis, il commerciante di Cuneo ucciso giovedì 4 luglio, con tre colpi di pistola dal suo ex socio in affari, il monregalese, Germano Sciandra, all’interno del suo negozio Dimo Sport, in via Ponza di San Martino, a Cuneo.

“Io me lo sentivo, me lo sentivo che quell’uomo avrebbe fatto del male a Marco. Non è bastato metterlo in guardia, forse ha sottovalutato quel rancore che evidentemente Sciandra covava da anni e che lo ha trasformato in un omicida suicida - prosegue Elena Paschetta -. Del resto nessuno avrebbe mai immaginato una tragedia simile”.

Elena , ma quindi Marco Deangelis e Germano Sciandra si erano parlati, almeno per telefono, già prima di quel fatidico giovedì 4 luglio.

“Ma sì certo. I carabinieri non solo mi hanno detto che tra le ultime tre telefonate che Marco aveva ricevuto quel giorno c’era anche la sua, ma io sapevo che Sciandra lo aveva contattato già diversi mesi fa. Lo ricordo come fosse ieri: eravamo qui in ufficio, poteva essere il mese di marzo, forse aprile e Marco mi ha detto: “Sai Elena c’è un mio ex socio che non vedevo da tempo, che mi ha telefonato tutto agitato e arrabbiato per questioni che risalgono a venti anni fa. Poveretto, mi è sembrato un po’ esaurito, mi ha fatto pena”. Non mi aveva detto il nome di questa persona, però io lo avevo avvertito, gli avevo detto di non sottovalutare e che se veniva in negozio di non incontrarlo all’interno, da solo, ma di uscire verso la strada e di evitare ogni discussione. Marco non era certo il tipo da lasciarsi intimorire ma già il fatto che me ne avesse parlato, significa che quella situazione gli procurava disagio.

E dire che sempre quella volta mi aveva detto che avrebbe cercato di aiutarlo, perché gli dispiaceva vederlo in difficoltà. Marco era cosi: un uomo dal carattere forte, con un grande fiuto per gli affari, che amava la vita e quando poteva era sempre disponibile ad aiutare gli altri”.

Secondo lei, Deangelis e Sciandra si erano già incontrati?

“Non ne sono certa ma direi proprio di sì, perché l’azione rapida e determinata che ha portato avanti in una manciata di minuti, suppone che Sciandra conoscesse il negozio di via Ponza di San Martino. Il locale ha due banconi, uno proprio davanti alla porta di ingresso, l’altro di lato, che il cliente entrando non vede. Marco era seduto a quel bancone e stava mangiando, Sciandra entrando non lo ha visto e si è subito diretto verso quella seconda postazione, per cui conosceva la disposizione degli arredi del locale.

Marco alle 18,47 messaggia scherzosamente con un amico mandando anche una foto di un pezzo di focaccia che stava mangiando, alle 18,49 non visualizza più l’sms di risposta. Il testimone oculare avverte l’amico e socio del bar Minerva, Gennaro Di Napoli alle 18,55 ma aveva già chiamato i carabinieri. Un’azione velocissima e precisa. Per questo suppongo che Sciandra fosse già entrato da Dimo Sport. Le indagini dei carabinieri stabiliranno se la mia intuizione è giusta oppure no”.



NaMur

MoreVideo: le immagini della giornata

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium