Politica - 05 giugno 2019, 12:57

Asti-Cuneo, sulle promesse di Conte e Toninelli arriva il fuoco amico della Lega?

Il capogruppo del Carroccio a Montecitorio Riccardo Molinari primo firmatario dell’interrogazione al ministro in discussione oggi alla Camera. Intanto l’Autorità Regolazione Trasporti avrebbe bocciato il "cross financing" in versione pentastellata: "Rincari per utenti e favore al concessionario"

Il premier Conte durante il sopralluogo del marzo scorso al troncone di Cherasco

L’assist a un ministro desideroso di comunicare importanti novità sull’opera o, più facilmente, la spia del non proprio idilliaco stato dei rapporti tra le due forze al governo del paese?
Per capire il senso dell’interrogazione con la quale in Parlamento si torna a parlare di Asti-Cuneo occorrerà attendere le 15 di oggi, mercoledì 5 giugno, quando nel "question time" in programma alla Camera dei Deputati il titolare del dicastero delle Infrastrutture e Trasporti Danilo Toninelli sarà chiamato ad aggiornare l’aula circa lo stato di avanzamento della pratica in corso per il completamento dell’A33.

Pratica che, come i lettori ben ricorderanno, lo scorso 18 marzo fu al centro del sopralluogo che portò in Granda lo stesso ministro pentastellato e il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. In quell’occasione, prima a Cherasco e poi a Cuneo, i due esponenti del "governo del cambiamento" promisero la partenza dei cantieri per la realizzazione dei 9 km di infrastruttura ancora mancanti "entro l’estate". Assicurazione a verificare la quale arriva ora l’interrogazione presentata alla Camera con primo firmatario nientemeno che Riccardo Molinari, capogruppo della Lega a Montecitorio, oltre che presidente piemontese del Carroccio.


IL QUESITO

Nel testo, ripercorsa la vicenda dell’A33 sin dalla sua messa in cantiere, si ricorda che "il 1° agosto 2018 il Ministro interrogato, in risposta ad un'interrogazione a risposta immediata in Aula, assicurava le istituzioni e i cittadini delle due province interessate della ferma intenzione del Ministero di portare a completamento l'infrastruttura attraverso l'individuazione in tempi rapidi della migliore soluzione per poter far partire l'opera nei prossimi mesi". Si fa poi presente che "tuttavia, a distanza di circa un anno, nulla è stato fatto, in particolare per i 9 chilometri mancanti del tratto Cherasco-Alba". E infine si chiede "quale sia lo stato dell'arte dell'approvazione del progetto e del piano economico-finanziario da parte del Cipe e quali iniziative urgenti il Ministro interrogato intenda adottare per garantire in tempi rapidi il completamento del collegamento autostradale da Asti a Cuneo".


DALL’AUTORITA’ DEI TRASPORTI
RISERVE SUL PIANO TONINELLI

Sul tema torna intanto a intervenire la deputata cuneese del Pd Chiara Gribaudo. In prima fila tra quanti hanno fortemente criticato la scelta del governo in carica di abbandonare il progetto di "cross financing" elaborato dal precedente ministro Graziano Delrio e approvato anche dalle autorità europee, Gribaudo torna ora sulla vicenda richiamando quanto riportato sull’edizione di oggi de "Il Fatto Quotidiano", in un articolo (a pagina 17) dal titolo "Asti-Cuneo, l'Authority boccia l'intesa coi Gavio. I rilievi all'accordo studiato dal ministero: rincari per gli utenti e favore al concessionario".

"Il piano di Toninelli per completare l’Asti-Cuneo – scrive ora la deputata – è un gigantesco regalo al concessionario. Questa volta non lo dice Chiara Gribaudo o i cattivoni del Pd: lo scrive un giornale apertamente filo M5S citando un documento dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti! Non solo si modifica la concessione sulla Torino-Milano rischiando di regalarla a Gavio per altri 30 anni, ma le tariffe sull’Asti-Cuneo crescerebbero per la bellezza di 24 anni di seguito! Quando invece con tutti i nuovi ricavi dovrebbero fermarsi o addirittura scendere".

"L’Authority – prosegue Gribaudo - boccia definitivamente la proposta di Toninelli: sarà magari l’ora di finirla? Sarà l’ora di accettare la realtà, tornare alla proposta Delrio e far partire subito questi benedetti cantieri? O il ministro Toninelli, il finto nemico dei concessionari, vorrà bastonare anche il giornale di riferimento del suo partito e un’autorità indipendente?".

"Chi fino ad oggi lo ha difeso a spada tratta o ha fatto orecchie da mercante - conclude la parlamentare - si faccia un esame di coscienza e inizi a lavorare per il territorio anziché per il proprio partito: vale tanto per i 5 Stelle quanto per il nuovo presidente del Piemonte Cirio e i suoi alleati leghisti. Il gioco è finito, prendetevi le vostre responsabilità e fate partire questo cantiere con la proposta Delrio".

Ezio Massucco