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Attualità | 09 aprile 2019, 08:15

L'Alta Langa protagonista di "Geo" su Rai 3

Nei giorni scorsi è andato in onda un servizio realizzato da Norma Colombero in cui si pone l'attenzione sulle peculiarità del territorio: dalle coltivazioni ai vini, dall'apicoltura all'allevamento, sino alle produzioni casearie

L'Alta Langa in un fermo immagine del programma di Rai 3 "Geo"

L'Alta Langa in un fermo immagine del programma di Rai 3 "Geo"

"In Alta Langa l'amore per la natura è da sempre vero amore": questa è la frase finale del servizio "L'Altra Langa", realizzato da Norma Colombero e andato in onda nei giorni scorsi su Rai 3, all'interno della trasmissione pomeridiana "Geo".

Un documentario di quasi mezz'ora, imperniato totalmente su un territorio geograficamente lontano dal suo capoluogo di provincia e dal mar Ligure e caratterizzato da un terreno difficile da coltivare, tanto che in passato l'intera area era identificata come "Desertum Langarum".

Venticinque anni fa, però, casualmente si scoprì il "Triticum monococcum", noto come piccolo farro, originario della Mesopotamia e divenuto ben presto motivo di soddisfazione per il gruppo di agricoltori che l'ha messo a dimora; infatti, si tratta di un cereale capace di tollerare la siccità e di scoraggiare gli animali selvatici, grazie alle sue spighe dalle punte acuminate, e non necessita nemmeno di operazioni di diserbo.

Il piccolo farro può essere coltivato nello stesso terreno al massimo per un triennio e va poi rimpiazzato con piante officinali, come la lavanda vera, o con i legumi, che migliorano il terreno rilasciando azoto (ottimi, in tal senso, i fagioli).

In Alta Langa c'è poi spazio per i boschi, per l'apicoltura e, a quote non troppo elevate, per la vendemmia: vino tipico della zona è il Dolcetto, in passato barattato in pianura con i vitelli. Fra i suoi filari si è soliti favorire la crescita d'erba, moderata manualmente, in quanto elemento utile a trattenere l'umidità.

A novembre, infine, è tempo dell'ultimo latte delle pecore che stanno per entrare in asciutta: non si palesa mai in quantitativi abbondanti, ma, in compenso, è il più denso dell'anno e ben si presta alla realizzazione delle produzioni casearie.

L'ovino allevato a queste latitudini è una razza autoctona delle Langhe, di tempra rustica, ma, purtroppo, oggi davvero poco diffusa rispetto al passato.

Alessandro Nidi

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