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Politica | 04 aprile 2019, 07:01

Elezioni regionali, pressing di Forza Italia su Claudio Sacchetto

I big azzurri vorrebbero arruolare l’ex assessore regionale all’Agricoltura. Le candidature che fino a ieri sembravano certe, da qui a dieci giorni, potrebbero subire stravolgimenti non previsti. Motivo? Il probabile venir meno di quella che era stata pensata come la “lista Cirio”

Claudio Sacchetto

Claudio Sacchetto

Sembrava mancare un solo nome per completare la formazione cuneese di Forza Italia alle regionali, ma chi mastica di queste cose sa che l’unica certezza, finchè le liste non vengono “chiuse”, è la provvisorietà. E in Forza Italia in queste ore si balla. Eccome se si balla! Fino a ieri pareva una quisquilia ultimare la squadra. Ora invece è tutto in fibrillazione.

Incassata la candidatura alla presidenza di Alberto Cirio, gli azzurri vogliono irrobustire al massimo la squadra per cui anche i nomi che venivano dati per certi non sono più tali: nessuno viene cancellato, ma tutti i nomi sono rimessi sul tavolo a mo’ di ventaglio.

Restano certamente in pista Franco Graglia, vicepresidente uscente del Consiglio regionale, in predicato come capolista. Accanto a lui, Rocco Pulitanò, componente dell’Atl e consigliere comunale di Castelnuovo Ceva, Fulvio Bachiorrini, coordinatore azzurro di Saluzzo e amministratore comunale di lungo corso, Elisa Rigaudo, marciatrice olimpionica, già candidata alle politiche nella lista “Noi con l’Italia”, Bruno Curti, sindaco di Rocca de’ Baldi, Franca Biglio, sindaco di Marsaglia e presidente dell’associazione dei Piccoli Comuni e Massimo Somaglia, ex assessore braidese, già candidato sindaco nel 2014 e consigliere di minoranza nella città della Zizzola.

A loro si è aggiunto Mario Canova, consigliere comunale albese, già presidente della Bocciofila, cui Cirio stesso avrebbe dato rassicurazioni, ma soprattutto spunta il nome “pesante” di Claudio Sacchetto, ex assessore regionale leghista all’Agricoltura che i big azzurri sono andati a cercare nella sua azienda cuneese dove lui, alla stregua di un novello Cincinnato, si è ritirato dopo essersi chiamato fuori dalla politica attiva. Se poi, come tutto lascia supporre, la cosiddetta “lista del presidente”, quella che nel Cuneese avrebbe dovuto fungere da contraltare alla formazione di Valmaggia non si farà, potrebbe aggiungersi ancora il sindaco di Cherasco, Claudio Bogetti, uomo che Cirio stima particolarmente e per questo vorrebbe al suo fianco.

Nonostante le voci prima sussurrate e poi via via amplificatesi stiano creando non poche fibrillazioni in casa forzista, nessuna dichiarazione viene rilasciata dai referenti azzurri. Inutile pensare di strappare anche solo un laconico commento al segretario provinciale Maurizio Paoletti. Anche il capolista in pectore Franco Graglia si trincera dietro un cortese rifiuto.

Difficile capire come stiano davvero le cose. Certo è che i bisbigli si son fatti boatos e una partita che sembrava prossima al fischio conclusivo è tornata in alto mare.

Visto il riserbo forzista, come impone la deontologia professionale, abbiamo cercato riscontri da uno dei diretti interessati, Claudio Sacchetto. Ma anche in questo caso abbiamo avuto scarsa soddisfazione. “Io veramente – ci ha scritto ieri sera in un messaggio rispondendo ad un nostro esplicito quesito - sono a Torino al Pala Alpitour coi bimbi a vedere i dinosauri”.

E’ possibile che Sacchetto dissimulasse, tuttavia è indubbio che la partita resti aperta e che la composizione della compagine possa subire variazioni. Se il coordinatore regionale Paolo Zangrillo, contrario alla “lista del presidente” su espresso input di Berlusconi, confermerà il suo parere, sarà lui, insieme a Cirio, a dover dire come e con chi chiudere la lista.

Mancano una decina di giorni al 13 aprile, giorno in cui, a Cervere, insieme alla celebrazione del congresso provinciale, Forza Italia annuncerà la propria squadra. Un lasso di tempo entro il quale Zangrillo, Cirio e Paoletti dovranno valutare il da farsi. Qualcuno (uno) potrebbe essere traslocato sul “listino”, ma i margini di manovra sono strettissimi se, come pare, la Lega ha già prenotato sei dei dieci posti disponibili.

Giampaolo Testa

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