/ Attualità

Attualità | 24 febbraio 2019, 12:02

Marco, ecco l'happy ending: contratto a tempo indeterminato per il papà monregalese che ha chiesto aiuto a "Le Iene"

Assunto dall'azienda cuneese "Beppino Occelli Agrinatura", l'uomo ha dichiarato: "Ho usato il mio ultimo pensiero per l'ultimo attacco e oggi posso orgogliosamente dire che il peggio è passato"

Marco, ecco l'happy ending: contratto a tempo indeterminato per il papà monregalese che ha chiesto aiuto a "Le Iene"

"L'ultimo attacco. Ho letto una poesia di Lerro Menotti, un coetaneo (39 anni) che dice: 'È tempo di lottare. Lotta fino quando il tuo corpo reagisce; e quando sarai immobile, usa l'ultimo pensiero per l'ultimo attacco'. Ed è questo che ho fatto negli ultimi 4 anni, ho lottato finché il mio corpo reagiva. E in quella lotta furibonda ho abbattuto molti ostacoli".

Gioia, commozione, fragilità, orgoglio: un mix di sentimenti permea le parole di Marco, il 42enne di Mondovì padre di quattro figli che alcune settimane fa si era rivolto alla trasmissione televisiva "Le Iene", chiedendo loro di diffondere un appello in cui raccontava la propria delicata situazione economico-familiare ed esprimeva la necessità di trovare lavoro.

Ebbene, oggi l'incubo è finalmente finito. Appartiene al passato, il presente profuma di allegria: è arrivato un contratto per Marco, un contratto a tempo indeterminato, che gli consentirà di non perdere i suoi bambini e, inoltre, di non allontanarsi troppo da loro, dal momento che l'azienda che l'ha assunto, la "Beppino Occelli Agrinatura", è cuneese.

"Solo io e la mia famiglia ricordiamo la prima volta all''Ikea' senza la mamma - ha raccontato l'uomo in un lungo post su Facebook -. Ci siamo guardati negli occhi e ci siamo capiti tutti all'istante. Ricordiamo i grandi pranzi, in cui mancava sempre un pezzo del nostro nucleo, ricordiamo le prime cene da soli. La prima volta che siamo andati al mare tutti piangevano... volevano tornare indietro. Avevamo quasi deciso, quando qualcuno ha detto 'ma proviamo'.... ed è stata una giornata meravigliosa. Battaglia dopo battaglia, notte dopo notte, incubo dopo incubo. A chi si impasta la bocca di calunnie e dicerie vorrei far sapere che ai miei figli non è mai mancato nulla. So io le privazioni a cui mi sono sottoposto per poter dar loro ciò di cui avevano bisogno. Privazioni di ogni tipo, di soldi, di energie, di sonno, in alcuni casi anche di cibo... Ma a loro non è mai mancato niente. Dignità, pulizia, vestiti. Abbiamo accettato con gratitudine immensa abiti usati, abbiamo utilizzato libri di seconda mano, abbiamo ricevuto in regalo cose preziose che non abbiamo dovuto comprare e, grazie alla gentilezza di queste persone, siamo riusciti a ricostruire la nostra famiglia, strana, diversa, atipica, ma siamo noi".

"Ad un certo punto - prosegue - è sopraggiunta una fase di immobilismo, la vita non aveva finito di soffiare contro i suoi venti gelidi e io come padre non sapevo come proteggere queste quattro meravigliose creature innocenti. Problemi di salute miei, a febbraio 2018 la morte di mio cognato Alessio che ha diviso in due l'aiuto che potevamo avere dai nostri nonni paterni, adesso occupati anche dalla preoccupazione di una figlia senza compagno che aveva a sua volta due figli. Un mese dopo, quasi per caso, viene riscontrato un tumore maligno a mio padre, ossatura della famiglia, uomo che ha sempre fatto di tutto per i suoi nipoti. Le prime cure inutili hanno lasciato che la malattia evolvesse in leucemia plasmacellulare sottoponendolo a dolore, interventi, chemio e radio terapie e costringendolo a giorni e giorni di ospedale. Al peggio non c'è mai fine dice il proverbio... ed è così. L'operazione che avrebbe aggiustato il cuoricino di Nanà (secondogenita di Marco, ndr) non si poteva fare in via percutanea (dall'inguine) rendendo tutto più facile ma andava fatta a cuore aperto per la strana posizione del suo difetto che stava compromettendo anche il funzionamento della valvola aortica. Il dottore disse: 'Se non la fa operare mi firma un documento in cui si prende lei la responsabilità, essendo a conoscenza dei rischi che una non-operazione espongono sua figlia'. 'Quali sono le probabilità di riuscita?', chiesi. 'Il 99%', disse (molto saggiamente). Ma il mio cervello in quel momento cominciò a pensare: '1 su 100 non ce la fa....e se fosse lei?'".

Per fortuna, come raccontavamo nelle scorse ore su queste colonne, tutto è andato per il meglio: Nanà si è sottoposta all'operazione, durata 450 minuti, e ora sta bene.

Mancava tuttavia ancora un tassello per tornare ad abbozzare un sorriso: il lavoro. "Il mio contratto di lavoro era in scadenza - scrive Marco - e non c'era nessun segnale evidente che sarebbe stato riconfermato. Evidente, sottolineo, per gli assistenti sociali significa scritto, nero su bianco, non una rassicurazione che tutto andrà benissimo. Eccomi... immobile! Senza un reddito 'certo' la nostra famiglia che tanto amiamo e ci protegge non poteva esistere. 'Usa l'ultimo pensiero per l'ultimo attacco': e così ho fatto. Ho sferrato una campagna mediatica che per un poveretto come me non ha precedenti. Ho mobilitato i media nazionali e locali ottenendo centinaia di migliaia di visualizzazioni, migliaia di messaggi di solidarietà, di incoraggiamento, di incitamento. Dopo tutto sono un 'commerciale', la prima cosa da vendere in modo eticamente corretto è se stessi. 'Buttati', mi sono detto... 'peggio di così non può andare'. L'ultimo attacco. Oggi posso orgogliosamente dire che il peggio è passato. Ho ottenuto un contratto a tempo indeterminato e la certezza del reddito, maledetta certezza del reddito. Clausola spietata, ma risolta. Non sarà facile rialzarsi; eravamo in ginocchio, ma torneremo a correre. Non possiamo resuscitare i morti, nemmeno guarire i malati, ma prenderci cura dei vivi sì. Ed è questo che fa un padre. Ed è questo che fa un uomo. L'ultimo attacco... per questa volta".

Alessandro Nidi

MoreVideo: le immagini della giornata

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium