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Economia | 14 febbraio 2019, 17:40

112 licenziamenti all'Abet, nuovo sciopero a 'singhiozzo': "Novità importanti nella trattativa, ma non sono sufficienti"

Le novità riguarderebbero il processo di terziarizzazione, ma i dettagli verranno resi noti nelle assemblee di lunedì 18 febbraio

112 licenziamenti all'Abet, nuovo sciopero a 'singhiozzo': "Novità importanti nella trattativa, ma non sono sufficienti"

Continua la trattativa sugli esuberi alla Abet, azienda produttrice di laminato plastico che lo scorso 21 gennaio ha annunciato 112 licenziamenti, la maggior parte provenienti dai due stabilimenti braidesi. Le motivazioni di questa scelta aziendale sono da riferirsi – come spiegato al nostro giornale dall’A.D. Ettore Bandieri – a una “riorganizzazione necessaria per far fronte ad investimenti”.

Nell’ultimo incontro del 5 febbraio tra le parti la trattativa si era chiusa in uno stato di stallo su due richieste avanzate dai sindacati: la cassa integrazione di almeno 12 mesi per gestire gli esuberi e un’eventuale attivazione della mobilità su scala volontaria con incentivo.

Non si sbottonano i sindacati al termine dell'incontro di oggi che è partito questa mattina intorno alle ore 9,30 e si è concluso poco fa. Vogliono attendere le assemblee con i lavoratori indette negli stabilimenti braidesi per lunedì 18 febbraio.

"Novità importanti sono venute fuori dal tavolo sindacale" - spiegano Aldo Pellegrino della Femca e Ugo Bigiongiari della Uiltec e Enrico Cabutto della Filctem - "Ma non sono ancora sufficienti. Siamo ancora lontani da un accordo."

In particolare si è entrati nel merito della terziarizzazione del polo logistico che interessa Bra, ma anche 5 lavoratori di Roma e 4 di Reggio Emilia. L'azienda avrebbe trattato su alcuni importanti paletti che verranno resi noti in assemblea. 

Intanto domani, venerdì 15 febbraio, nuovo sciopero "a singhiozzo" di un ora e mezza. Mentre per mercoledì 20 febbraio è previsto un nuovo incontro tra dirigenza Abet e rappresentanze sindacali. Incontro che - a questo punto - potrebbe essere decisivo ai fini della vertenza.

A INIZIO MARZO SCADE LA TRATTATIVA SINDACALE

Terminerà a inizio marzo (dopo 45 giorni dall'apertura della vertenza) la prima fase di trattativa tra la dirigenza aziendale e i sindacati. In caso di mancato accordo si passerà sui tavoli del Mise (in quanto la vertenza è aperta in siti di tre differenti regioni). Qui la finestra per trattare sarà attiva per altri 30 giorni, all'incirca nei primi giorni del mese di aprile.

"ESUBERI PER FAR FRONTE A CHI PRODUCE IN PAESI A BASSO COSTO"

"Abbiamo dovuto affrontare preventivamente degli investimenti per continuare ad essere concorrenziali nel mercato mondiale" - aveva dichiarato nei giorni scorsi al nostro giornale Bandieri - dove negli ultimi otto anni sono nate molte aziende che producono in paesi a basso costo (Turchia, Cina e India). Il prodotto è apprezzato per il suo design e per la qualità: abbiamo 13 filiali consociate estere, 6 aree commerciali in Italia, 1.000 dipendenti (650 solo a Bra ndr), produciamo 21 milioni di metri quadrati all'anno di laminato per un fatturato di 190 milioni di euro."

"Una riorganizzazione e una riduzione dei costi aziendali si è resa necessaria per affrontare l'accresciuta competitività internazionale" - prosegue il numero uno Abet - "Questo intervento si accompagna, però, a un piano di investimenti tutt'ora in corso per garantire una continua crescita. Non solo tagli, ma il più grande piano di investimenti che Abet abbia affrontato nella sua sessantennale storia."

30 MILIONI DI INVESTIMENTO

Sono 30 i milioni investiti nella costruzione di un nuovo capannone industriale a Bra che ospiterà una nuova linea di produzione (pressa ed impregnatrice fenolica), nella creazione di un nuovo reparto per la stampa digitale e nel rafforzamento di alcune consociate estere (soprattutto in USA, Germania e Cina).

Daniele Caponnetto

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