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Cronaca | 25 gennaio 2019, 15:32

Auto con targhe straniere: per ora nessun "furbetto" pizzicato in Granda

A confermarlo, il comandante provinciale delle Fiamme Gialle, colonnello Pucciarelli: i controlli, in ogni caso, proseguiranno

Auto con targhe straniere: per ora nessun "furbetto" pizzicato in Granda

La norma che vieta la circolazione di auto con targhe estere da parte di residenti in Italia è in vigore dallo scorso 1° dicembre 2018.

Inserita all'interno del Dl Sicurezza, prevede limitazioni e sanzioni più rigide per tutti coloro che risiedono in Italia ma che guidano un'auto immatricolata all’estero. Cosa che consente loro di risparmiare un bel po’ di soldi su bollo, assicurazione e multe, alla faccia dei cittadini onesti.

Sono tanti, in Italia, i "furbetti" della targa estera, quelli che fanno immatricolare l’auto in un Paese straniero, per lo più attraverso società di comodo, per poi girare lungo le arterie stradali del Belpaese. La Guardia di Finanza è sempre più vigile rispetto al fenomeno, tanto da aver predisposto controlli più assidui.

Tanti, appunto, i furbetti, ma per ora nessuno in provincia di Cuneo.

Dall'entrata in vigore della nuova norma, infatti, secondo quanto dichiarato dal comandante provinciale delle Fiamme Gialle, colonnello Massimiliano Pucciarelli, in Granda per ora non ci sono state contestazioni per il mancato rispetto della nuova norma, che ha modificato gli articoli 93 e 132 del Codice della Strada.

In che modo? Vietando di circolare in Italia con un veicolo immatricolato all’estero a chi abbia la residenza nel nostro Paese da più di due mesi. Ci sono comunque delle eccezioni, in particolare per chi ha una vettura in leasing o a noleggio, con un contratto stipulato con società estera.

La sanzione amministrativa per chi è fuori legge è di 712 euro; la messa in regola del mezzo dovrà avvenire entro 180 giorni, durante i quali il veicolo sarà tenuto in deposito. Al termine dei 6 mesi, se l’auto non sarà immatricolata in Italia, scatterà la confisca.

Ma, per ora, nessun caso dei numerosi fermi già registrati ha riguardato la provincia Granda.

 

Barbara Simonelli

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