Attualità - 24 novembre 2018, 11:30

Il Governo risponde sul tribunale di Alba: per ora potenzieremo l’"ufficio di prossimità"

Il ministro Fraccaro replica all’interrogazione del senatore Bergesio: valutazioni più specifiche caso per caso. L’esponente della Lega: ora importante lavorare coi sindaci per non lasciare cadere le istanze albesi

Nessuna precisa assicurazione su una possibile riapertura del foro chiuso nel 2012. Almeno per ora si lavorerà per potenziare l’"ufficio di prossimità" attivo da tempo al posto del tribunale. Dopodiché si vedrà, valutando caso per caso le tante richieste che, insieme a quella di Alba, da tutta Italia stanno pervenendo al ministro alla luce dell’impegno al ripristino delle sedi giudiziarie soppresse, scritto nero su bianco sul "contratto di governo".

Questo in buona sostanza il senso della risposta arrivata alla sollecitazione al governo avanzata dal senatore di Cervere Giorgio Maria Bergesio, durante il "question time" andato in scena giovedì a Palazzo Madama.

Con la sua interrogazione l’esponente leghista aveva chiesto conto al guardiasigilli e collega di maggioranza, il pentastellato Alfonso Bonafede, di pronunciarsi in modo chiaro su quanto ventilato in tema di geografia giudiziaria nello scritto che informa l’azione dell’esecutivo Conte: una previsione messa in dubbio dallo stesso ministro nel corso della sua recente venuta ad Alba.  

Nel farlo aveva rammentato le ben note peculiarità del caso rappresentato dal foro langarolo: 4° tribunale per volume di lavoro sui 17 dell’intero distretto composto da Piemonte e Valle d’Aosta, venuto meno insieme insieme ad altre due sedi (Mondovì e Saluzzo) in una provincia che è terza in Italia per estensione geografica (6.900 kmq), gravata da annose carenze infrastrutturali, con una popolazione vicina ai 600mila abitanti e un patrimonio di ben 80mila imprese iscritte alla Camera di Commercio.

Argomenti cui il Governo ha risposto per bocca del ministro ai Rapporti con il Parlamento e alla Democrazia diretta Riccardo Fraccaro (Bonafede era assente per altri impegni), spiegando che "(…). il Ministero della Giustizia raccoglie la sfida riguardante la verifica dell'efficienza della macchina giudiziaria". Ma anche che "(…) L’impegno siglato nel 'contratto di Governo' con riguardo alla rivisitazione della riforma della geografia giudiziaria si traduce nella necessità di verificare di volta in volta la razionalità delle scelte in precedenza operate circa la dislocazione dei tribunali e le opzioni di accorpamento realizzate. Proprio nella direzione di un simile impegno si potrà, in prima battuta, pensare ad un potenziamento dell'ufficio di prossimità esistente ad Alba, incrementandone i servizi in favore del bacino di utenza di riferimento, senza lasciare preclusa, ove possibile e necessaria, ogni ulteriore scelta organizzativa del caso (…)".

Nel controreplicare in aula Bergesio ha ribadito ancora una volta la difficile condizione in cui versa l’amministrazione della giustizia nel Cuneese, per poi appellarsi ancora una volta a quanto previsto nell’intesa siglata a giugno tra Lega e M5S: "Noi le chiediamo di dare efficacia a questo contratto con la stessa lealtà e trasparenza che contraddistingue tutto questo Governo del cambiamento, di cui lei è parte integrante insieme ai ministri e insieme al presidente del Consiglio".

"Col mio intervento – aggiunge il parlamentare cuneese al nostro giornale – ho inteso riportare all’attenzione del Governo la giusta istanza di una possibile riapertura del tribunale albese. Nella risposta arrivata dal ministro ci sono alcuni passaggi importanti, ora bisognerà monitorare la situazione e lavorare insieme ai sindaci del territorio per raggiungere insieme questo importante obiettivo".

Il senatore Giorgio Maria Bergesio (Lega)

Ezio Massucco