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Cronaca | 21 novembre 2018, 15:20

Non paga il mantenimento del figlio, il tribunale di Asti lo condanna a tre mesi di pena

L’uomo, residente in un centro del Roero, era accusato anche di non aver rispettato i giorni di visita previsti dal giudice. La difesa annuncia ricorso in appello

Non paga il mantenimento del figlio, il tribunale di Asti lo condanna a tre mesi di pena

Tre mesi di reclusione, con pena sospesa, 300 euro di multa e 5mila euro di provvisionale. E’ il disposto col quale il giudice Francesca Di Naro ha condannato V. A., uomo residente in un comune del Roero, per la mancata corresponsione dell’assegno di mantenimento previsto a favore del figlio minore.

La sentenza è arrivata nei giorni scorsi dal tribunale di Asti. A procedere in giudizio contro di lui era stata l’ex compagna, che assistita dall’avvocato albese Silvia Calzolaro, ha denunciato non solo il mancato pagamento dell’assegno mensile (per un importo di qualche centinaio di euro) lungo un periodo di tre anni, ma anche come dopo la separazione l’uomo non avesse rispettato i giorni di visita previsti dal giudice a favore del figlioletto.

Un aspetto non secondario, quest’ultimo, per l’avvocato Calzolaro, che definisce "un segnale importante, quello arrivato dal giudice, che bisogna sperare venga colto anche dai tanti papà e mamme coinvolte in simili dolorose vicende. I figli non vengono al mondo da soli ed è importante che entrambi i componenti della coppia si interessino non solo al loro mantenimento materiale, ma anche alla cura affettiva e alle attenzioni che vanno loro riservate".

Ricordato il numero crescente di casi di separazione che danno purtroppo luogo a profili critici, sia per quanto riguarda l’ordine dei rapporti personali tra i due ex coniugi o conviventi, sia sotto il profilo materiale, l’avvocato Calzolaro richiama poi le maggiori tutele assicurate in materia dalla recente integrazione dell’articolo 570 del Codice Penale, con l’approvazione nello scorso aprile del decreto che ha introdotto il nuovo 570 Bis.

Tramite l’avvocato Alessio Invernizzi del foro di Asti, l’uomo aveva invece giustificato il mancato pagamento dell’assegno con la contingenza di una difficile situazione economica, circostanza alla quale lo stesso difensore richiama ora la decisione del giudice di definire una pena vicina al valore minimo e annunciando comunque l’intenzione di voler ricorrere in appello.

Ezio Massucco

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