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| 26 marzo 2020, 21:00

Regione e sindacati: c'è l'accordo sulla cassa integrazione in deroga per 166mila lavoratori

L'intesa garantisce ammortizzatori sociali a datori e dipendenti che abbiano esaurito o per i quali non sia più disponibile la cassa ordinaria. A disposizione circa 82,5 milioni cui se ne possono aggiungere altri 5. Cigl, Cisl e Uil: "Ora estensione a tutti gli altri"

Regione e sindacati: c'è l'accordo sulla cassa integrazione in deroga per 166mila lavoratori

Passi avanti nelle soluzioni per ammortizzare l'impatto economico e occupazionale dell'emergenza da Coronavirus. E' stato infatti firmato l'accordo tra Regione Piemonte e Cgil, Cisl e Uil (insieme alle parti sociali) per quanto riguarda la Cassa Integrazione in deroga. Un provvedimento che al momento coinvolge 166mila lavortori.

L’accordo garantisce a tutti i datori di lavoro e ai loro dipendenti, per i quali non sono disponibili gli ammortizzatori sociali ordinari, o che li abbiano già esauriti, di accedere alla Cassa Integrazione in deroga. Una tutela cui sono sottoposti anche lavoratori intermittenti, i somministrati, tutti gli apprendisti, i lavoratori agricoli ed anche tutti i lavoratori degli appalti anche in caso di subentro dopo il 23 febbraio di altra impresa.

Per i Lavoratori non ancora coperti la Regione Piemonte e tutte le parti sociali, come già fatto nei giorni scorsi da Cgil-Cisl e Uil, chiederanno al Governo di modificare la norma del decreto dello scorso 17 marzo, per arrivare a coprire tutti i lavoratori domestici (Colf, badanti, ecc.) e tutti i lavoratori assunti dopo il 23 febbraio 2020 ed attualmente senza lavoro, che ad oggi sono ancora esclusi dai provvedimenti.

Il Decreto Interministeriale del 24 marzo assegna al Piemonte 82.506.160 euro per la Cassa in deroga. Fondi che potrebbero essere integrati dai residui della precedente gestione degli ammortizzatori in deroga, che ammontano a 5.085.987 euro. 

La Cassa integrazione in deroga può essere richiesta da tutti i datori di lavoro per cui non trovino applicazione le tutele previste dalle attuali normative in materia di Casa integrazione ordinaria, Fondo di integrazione salariale e il cui settore non sia dotato di specifici sistemi di ammortizzatori sociali quali i Fondi di solidarietà bilaterali per tutte le tipologie di lavoro alle dipendenze, ad eccezione dei dirigenti. I lavoratori interessati devono risultare in forza al datore di lavoro richiedente alla data del 23 febbraio 2020.

L’accordo garantisce tempi certi e procedure sindacali corrette per l’accettazione delle domande che sopra i 5 dipendenti prevedono l’obbligo dell’accordo sindacale e che dovranno essere indirizzate alla Regione Piemonte. Cgil-Cisl e Uil hanno richiesto l’anticipazione del pagamento delle integrazioni salariali e la Regione si è impegnata ad allargare a tutto il sistema bancario regionale l’esperienza positiva già realizzata in passato con Banca Intesa San Paolo e con Banca Sella che in Piemonte hanno sottoscritto un protocollo per l’anticipo degli ammortizzatori sociali ai lavoratori.

“Ora la Regione Piemonte – spiegano Claudio Stacchini (Cgil), Gianni Baratta (Cisl) e Teresa Cianciotta (Uil) - deve lavorare per garantire l’erogazione dell’anticipo a tutti gli ammortizzatori con causale “Covid-19”, quindi CIGO, FIS e CIG in Deroga, allargando, oltre che a istituti di credito già coinvolti, questa possibilità a tutto il Sistema del Credito Piemontese. Devono essere definite rapidamente le modalità operative telematiche per rendere la concessione degli anticipi più rapida possibile, per garantire il reddito a migliaia di lavoratrici e lavoratori a cui troppe aziende stanno già negando la copertura della Cassa Integrazione”.

"L’accordo è un’importante misura del Governo regionale e centrale e di tutte le parti sociali coinvolte", ha commentato il presidente di Confindustria Piemonte, Fabio Ravanelli. "Rappresenta una prima misura di contrasto e contenimento di una crisi sanitaria, sociale ed economica che può drammaticamente essere equiparata a una guerra. In un momento di fortissima contrazione della liquidità, le imprese e i lavoratori potranno contare su una misura vitale. Dobbiamo però pensare che con il protrarsi della crisi sarà necessario trovare nuovi fondi per un adeguamento della dotazione. È ovviamente prioritario risolvere e superare questa pandemia, ma al tempo stesso dobbiamo tutelare e difendere il lavoro, condizione indispensabile per immaginare una ripresa al temine di questo periodo difficile”.​

Massimiliano Sciullo

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