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Attualità | 26 marzo 2020, 18:10

Addio al dottor Ciriotti, Santo Stefano Belbo piange il sindaco dell’alluvione

Stimato medico, guidò il Comune nei tragici giorni del novembre 1994 e durante la ricostruzione. Il ricordo di Laura Capra e Luigi Icardi: "Immenso esempio di umanità e serietà, orgoglioso di averlo conosciuto"

Luigi Ciriotti, qui col vicesindaco Laura Capra

Luigi Ciriotti, qui col vicesindaco Laura Capra

Questa mattina, presso l’ospedale di Alba, è mancato il dottor Luigi Ciriotti, stimato medico di Santo Stefano Belbo, che nel centro della Valle Belbo rivestì la carica di sindaco dal 1966 al 1973 e poi ancora dal 1993 al 2001.
 
“Luigi Ciriotti – lo ricorda il vicesindaco vicario Laura Capra – è stato il sindaco che durante l’alluvione, con la risolutezza e il senso civico che tutti gli abbiamo sempre riconosciuto, ha saputo fronteggiare la situazione e stimolare nei santostefanesi il senso di comunità e la forza di ricominciare che oggi tutti noi siamo chiamati a risvegliare con la stessa decisione che Luigi ha sempre dimostrato.
Il suo attaccamento e il suo senso civico lo ha ancora recentemente dimostrato nel novembre scorso, in occasione della celebrazione del 25° anniversario dell’alluvione del 1994, tenutasi a Torino presso il Consiglio regionale del Piemonte, dove ho condiviso con lui quella giornata memorabile”.
 
A ricordare il compianto amministratore è anche l’ex sindaco Luigi Genesio Icardi, dal giugno scorso assessore alla Sanità della Regione Piemonte: "Per me e per tutti i santostefanesi, Luigi Ciriotti è stato semplicemente un uomo straordinario. Il primo che ho visto sul fronte dell’alluvione del 1994, sempre operativo e capace di operare, con grande generosità e dedizione. L’ultimo a lasciare il posto di lavoro, ovunque fosse necessario. Sono orgoglioso di averlo conosciuto e di aver condiviso con lui il cammino al servizio della nostra comunità. La sua scomparsa lascia un grande vuoto, ma anche un immenso esempio di umanità e serietà che ci sarà di conforto nei momenti di smarrimento e necessità comunitaria. Che la terra ti sia lieve, grandissimo Luigi!”.

Redazione

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