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Curiosità | 25 marzo 2020, 11:48

Al Vallauri di Fossano la stampa in 3D dei raccordi per le maschere di terapia intensiva

Consegnati e testati i primi 3 kit. Il dirigente Cortese: “Tutta la tecnologia e le macchine della scuola sono a disposizione”. Un messaggio importante: quello che si apprende a scuola può diventare un'opportunità per tutti

Al Vallauri di Fossano la stampa in 3D dei raccordi per le maschere di terapia intensiva

“La sinergia e la tecnologia sono le armi più potenti nelle nostre mani per sostenere la straordinaria azione dei medici nella lotta al Coronavirus”: con queste parole il dirigente dell’IIS Vallauri Paolo Cortese definisce l’azione sinergica che ha portato il POMLab, il FabLab interno al Vallauri a mettere in campo competenze e stampanti 3D per ripercorre i passi della bresciana Issinova che ha lanciato l’idea di fare da hub di raccolta dei dispositivi per la sua zona di afferenza e di far incontrare, virtualmente, offerta e domanda: l’offerta di centinaia di hobbisti e FabLab sparsi sul territorio disposti a stampare il disegno fornito e la domanda dei reparti di terapia intensiva e pneumologia attraverso l’intervento della Protezione Civile.

Dalla comparsa della notizia di Brescia sulle testate nazionali è partito un tamtam su Telegram tra i membri del POMLab fossanese e quelli del FabLab di Torino, ma la spinta decisiva è giunta da un’insegnante della scuola che è anche volontaria di Croce Rossa che ha confermato il potenziale bisogno di materiale per gli ospedali della Granda.

Da quel momento è iniziato un rapidissimo giro di consultazioni: sono stati interpellati i medici, si sono fatti degli studi e nella notte tra lunedì e martedì è stato realizzato il disegno. Ieri, martedì, le prime due stampe. I kit sono stati inviati all’ASLCN1, sono stati sterilizzati e ne è stato dimostrato il corretto funzionamento.

Un ottimo risultato e un segnale di speranza, ma, in questo momento di didattica a distanza, di scuola difficile, anche un ottimo segnale per gli studenti: i disegni e i software sono stati messi a disposizione degli studenti dal professor Mario Milanesio che, in questo modo, oltre all’opportunità per la sanità, ha colto la palla al balzo per dimostrare, anche in un momento così difficile, che quello che si apprende a scuola può diventare un’opportunità per tutti.

L'oggetto in questione è un semplice raccordo di plastica che consente di trasformare una comune maschera da snorkeling in vendita presso Decathlon, multinazionale dello sport e dell’outdoor, in una maschera adatta al sostegno alla respirazione per i pazienti in ospedale in questi giorni di grave affaticamento per i reparti di terapia intensiva e pneumologia. Decathlon i giorni scorsi aveva fornito i disegni a Isinnova che aveva ideato un raccordo realizzabile con una comunissima stampante 3D.

“La vicenda racconta, ancora una volta, tanto del modo tutto italiano di vivere le emergenze con irresponsabilità e imprevidenza prima del pericolo e, al tempo stesso, con tanta creatività e capacità di fare squadra superando i campanilismi stantii e limitanti quando il pericolo diventa reale - ci confessa il professor MIlanesio -. Il POMLab e i suoi membri erano in contatto e dialogo da qualche giorno con gli amici del FabLab di Torino, senza nascondere scetticismo circa la fattibilità della cosa dal punto di vista legale e sanitario. A questo ha posto una soluzione accettabile Isinnova, come descritto sul loro sito. Arrivata la richiesta ci si è messi subito al lavoro perché la soluzione richiedeva troppe ore di stampa e abilità che potrebbero limitare la facile replicabilità da parte anche di semplici appassionati. Dopo una notte di riprogettazione stamattina è stato consegnato il primo kit riadattato a Savigliano: dopo i primi test si procederà a rendere disponibile presso il Vallauri e, virtualmente, sul sito del POMLab la versione stampabile a km zero per le richieste degli ospedali che potranno contattare il POMLab stesso per individuare uno stampatore vicino sulla falsariga di quanto messo in atto da Isinnova. Speriamo vivamente di stamparne poche, in compenso è emozionante vedere lo spirito di collaborazione verso un bene comune che si è sviluppato nelle ultime 72 ore: righe e righe e pagine di messaggi in chat con gli amici di Torino per ragionare sui dettagli tecnici, sui materiali, sulla distribuzione".

Il POMLab fornirà il disegno ideato anche a Isinnova nell'ottica di una collaborazione orizzontale, open, comunitaria, valore fondante dei FABLab dove le competenze e le tecnologie vengono per natura condivise. Il disegno sarà inoltre disponibile sul sito (www.pomlab.it) oltre a diventare un vero e proprio simbolo di un nuovo modo di fare sinergia e anche di fare scuola: un contatto virtuale con gli studenti che mette in discussione anni di lezioni frontali, spingendo docenti e studenti a individuare strumenti nuovi per motivare e motivarsi. E questo risultato sarà, ne siamo certi, una grande fonte di motivazione.

Agata Pagani

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