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Attualità | 25 marzo 2020, 17:22

Alba "resiste" al virus rileggendo le immortali pagine di Beppe Fenoglio

Il Centro Studi che perpetua la memoria dello scrittore partigiano invita tutti a partecipare a un’iniziativa che attraverso la rete anticipa la tradizionale "maratona" di settembre

Foto Aldo Agnelli, Archivio Centro Studi Fenoglio, Alba

Foto Aldo Agnelli, Archivio Centro Studi Fenoglio, Alba

"Amici fenogliani, stiamo vivendo tempi difficili, giorni, settimane che ci mettono alla prova. Si parla di resistere e la nostra mente vola diretta a Johnny, a Milton, a Tarzan e a chi conquistò la libertà che tanto oggi sembra mancarci. Oggi più che mai abbiamo bisogno delle vostre voci e delle sue parole, ma dobbiamo restare a casa: per questo motivo abbiamo deciso di lanciare una Maratona Fenogliana online".

Con questa premessa il Centro Studi "Beppe Fenoglio" di Alba annuncia l’iniziativa con la quale ha deciso di cogliere l’appello a "resistere" giunto da più parti in questi giorni di lotta alla minaccia del Coronavirus. E di farlo anticipando l’iniziativa con la quale ormai da anni la capitale delle Langhe celebra lo scrittore che con la sua opera ha reso immortale il racconto del sacrificio delle nostre colline nella lotta di Liberazione dall’occupazione nazifascista.

"Chiediamo a chi lo vorrà – è l’invito del Centro Studi – di scegliere un passaggio, una pagina, una frase, pochi minuti di video in cui ognuno legga ad alta voce Beppe Fenoglio. In questo modo le nostre pagine Facebook si riempiranno di bellezza e Resistenza. Scegliete il passaggio che amate, riprendetevi con lo smartphone e caricate il video su Facebook taggando il @centrobeppefenoglio (la nostra pagina) e utilizzando gli hashtag #maratonafenogliana #BeppeFenoglio #laculturacura #laculturanonsiferma #Alba #LangheMonferratoRoero".


Ad aprire questa speciale "maratona social", la figlia dello scrittore, Margherita, con la lettura del brano "Myself", dal "Diario", ma i primi contributi video stanno già arrivando, ripresi dalla pagina Facebook del Centro Studi.

Ezio Massucco

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